L’eredità della luce

Della fiducia nella vita resta ormai solo la slancio ostinato, ancorché mesto e pulito del verso: “Non teme l’infinito, / oltre il tempo e la morte/ vola il mio canto”. “Non teme l’infinito/ la parola che passa/ la frontiera del dolore”. Nemmeno ora che il duro rovello dei giorni viene scandito dall’eredità della luce che lumeggia dinanzi alle ombre minacciose del buio che d’improvviso s’avanza “come una nevicata che gela/ i fiori del mandorlo/ una nebbia che offende/ la luce del sole”. Lo scenario dell’esistenza cambia aspetto e il volto dell’alba impallidisce, privo della cordialità dei bei momenti e di un orizzonte aperto alla speranza: “Si dileguano i sogni./ Solo ci inquieta un tassello di futuro,/ in anticipo caduto/ tra i detriti del passato”. Ora la concretezza rumorosa dei ricordi sbalza nel ritmo di una continua oscillazione tra gli slanci generosi del cuore e gli amari ripiegamenti della malattia: “Ogni minuto l’orologio/ frantuma l’infinito/ silenzio del tempo.// Ogni minuto spia la fragile verità.// Ogni minuto esilia l’inutile paura”….

Antonio delle Noci, nato a Foggia nel 1950, è un ex insegnate oggi in pensione che vanta al proprio attivo diverse raccolte poetiche e un saggio critico dedicato a Niccolò Machiavelli. Nel prendere in esame tale sua recente pubblicazione rileviamo che essa reca l’impronta della poesia più autentica, di un’intonazione lirica sicura e insieme delicata. L’intima ispirazione dei versi, che ne plasma lo stile e la prospettiva, consente al poeta infatti di osservare l’esistenza e la realtà e di restituirla sulla pagina nel suo versante più impalpabile, declinando i versi nell’evidenza di un’atmosfera di ovattata e sospesa trasparenza. E in quel clima di vaga e tribolata sussistenza egli dilata il respiro del libro, lasciando fluire i componimenti con cristallina purezza, con arcana e struggente bellezza. Qualità rivelatrici di un animo aggredito dal tarlo sottile ed insinuante di una tribolata malattia, ma senza mai venire meno all’ostinata caparbietà di un’insopprimibile carica di fiducia che si rinnova tra le pagine della vita nella fedele trascrizione degli umori suscitati dalla cadenza dei giorni. Nel quadro amaro di un sentimento irrisolto che interroga il mistero della vita con accenti di non comune intensità lirica.

 


 

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