La civiltà dei bambini

La civiltà dei bambini

La poesia che nasce dall’ascolto dei bambini che l’autrice sostiene nella sua attività neuropsichiatrica rivela la straordinaria potenzialità di un’arte portatrice non solo di conforto. Ma anche capace di illuminare la mente, risvegliare i sensi, spalancare gli occhi su un infinito cui attingere e nel contempo su molte vie per accedervi. I versi divengono uno strumento efficace per accogliere e per catturare il soffio imprendibile dei sentimenti più reconditi: “E spaccano la parola in quattro/ i bambini che non hanno lingua// La cin-cin-tura il cerchio che si inventa/ un suono/ la sillaba che curva le parole// C’è solo da rifare tutto intorno/ tradire tra di loro le risposte// Da riparare/ senza il logopedico discorso.” Sì, la poesia è davvero uno strumento che favorisce la ricostruzione di una sana convivialità, in cui la psiche del singolo si congiunge felicemente con il mondo esterno in un concerto armonico di tutte le voci in campo, in un nessuna esclusa: “Un libro e un quaderno:/ Dal primo rigo non esce niente/ dal secondo rigo non so contare// Un salto al terzo rigo/ dal quarto rigo una parola// È la poesia che ci chiede il nome/ quella che vuole essere una storia/ quella che chiede di diventare vera”… 

Margherita Rimi, che alla professione di medico e neuropsichiatra infantile da sempre accompagna la passione per la scrittura poetica, corona un percorso ormai quasi ventennale, costellato da numerose pubblicazioni e culminante ora in questa antologia che raccoglie undici poesie inedite e una lunga intervista rilasciata nel 2014 nel corso di un convegno promosso dal Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini–CISEG. Documento di una lunga e appassionata fedeltà alla Musa poetica e insieme testimonianza dell’attività svolta in favore dei minori vittime di abusi o colpiti da handicap, il libro si alimenta in maniera pregnante alla materia civile. Non c’è enfasi anche nelle pagine più civili in cui le poesie passano al risentimento morale tipico dei siciliani migliori, e non vi è spazio, dentro un simile orizzonte, per l’io-Narciso della tradizione lirica: le poesie di Margherita Rimi parlano al plurale, danno voce ai bambini in una forma di totale assorbimento del soggetto nella comunità. La chiarezza, la linearità e la brevità dei testi costituiscono una serie di frammenti che insistono sulle tematiche che più approfonditamente vengono sviscerate nel corso dell’intervento raccolto e curato da Alessandro Viti, per dare loro compiuto sviluppo, entrare in sintonia con l’autore, sedurlo con naturalezza e catturarlo con rara schiettezza.

 

 


 

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