La quercia

La quercia
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

“Li ho visti amarsi l’uno con l’altro teneramente / spesso li ho visti, erano in molti, passeggiare tenendosi per mano”. Walt Whitman sognava un mondo in cui gli uomini possono amarsi con tutta la loro virilità di un amore straordinario che vada oltre le possibili convenzioni sociali della sua epoca. Il sentimento che muove quegli uomini forti attraversa i loro corpo al solo contatto visivo, spesso senza rendersi neanche conto di ciò che provocano nel cuore dell’altro. Uno può essere insegnante dell’altro, dispiegare tutte le sue conoscenze in fatto di amore e di passione a chi deve ancora apprendere tutto; l’altro può lasciarsi guidare in silenzio, approfondire, da allievo interessato, tutti i segreti dell’ardore che fluisce all’interno delle sue vene. Ma senza il desiderio di crescita interiore, tutto questo è superfluo. Per amarsi occorre accettare quel sentimento. E il quesito che tiene sveglio il grande poeta è proprio questo: “Sa accogliere anche lui quel sentimento silenzioso e senza fine?” L’oggetto del desiderio è pronto a dare il benvenuto nella sua vita a “quella passione e [a] quell’angoscia”? Senza una risposta positiva l’esistenza è fatta di rammarico, in cui ci si tiene in disparte chiedendosi se l’altro è capace di andare avanti senza ricevere quell’amore infinito. Le ore sono sempre più faticose, si spingono fino a notte inoltrata, i pensieri affollano la mente facendo spazio piano, piano al possibile dolore che inevitabilmente si è consapevoli di provare. Solo con sé stesso si domanda con stupore: “gli altri uomini/ che sentono, se un sentimento simile non l’hanno mai provato?”…

Quando Walt Whitman iniziò a concepire le dodici poesie che compongono La quercia (in inglese Live Oak, with Moss), sapeva già che non sarebbe stato semplice, anche per lui che sapeva forgiare le parole con una maestria che lo hanno reso il poeta americano più famoso al mondo. Non era semplice spiegare l’amore che unisce due uomini che si incontrano per caso sapendo di provare qualcosa che la società ancora non accetta o a cui non sa dare un nome. Il termine “omosessuale” ancora non esisteva, ma anche se fosse esistito forse Whitman non l’avrebbe mai usato. La passione che prova è una quercia sempreverde ricoperta di muschio, grande, bella, americana, ma anche universale. Alcuni versi vengono inseriti nel suo capolavoro, Foglie d’erba, mentre il taccuino su cui scrive queste parole difficili da pronunciare, almeno per la sua epoca, viene fatto a pezzi, nascosto ai collaboratori e amici e solo per caso viene ritrovato negli anni ’50 da Fredson Bowers. Trasformare queste sue parole importanti in immagini non è semplice. Come ricorda lo stesso Brian Selznick nella prefazione, un altro grande illustratore americano, Maurice Sendak, credeva che la poesia non avesse la necessità di venire illustrata, considerando la sua forza immaginifica. Selznick, invece, è riuscito nell’intento di creare una cornice a ciò che ha scritto Whitman, un accompagnamento colorato, fatto di tavole eleganti, a tratti sensuali e dal forte impatto visivo che preparano bene alla lettura dei versi di Whitman. Alla fine del libro c’è anche la possibilità di vedere il taccuino su cui Whitman ha concepito questa sua opera poetica con tanto di cancellature, ripensamenti e correzioni che hanno portato al risultato finale.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER