La vita è un’avventura

La vita è un’avventura

I temi dei componimenti qui raccolti trovano nel porto di Marsiglia un approdo purgatoriale dalle acque marine dove si nutre la speranza di una palingenesi purificatrice. Una magica alchimia irrisolta di ingredienti etnici e mercantili sostengono un sentimento di umana ricerca, legata tanto al dato fattuale e concreto quanto a quello lacerante del dubbio e del tormento che corrode ogni sostanza di umana certezza: “Abbiamo l’inquietudine/ del volto del mare./ un’angoscia d’oro mette a nudo/ il nostro cuore. L’orizzonte chiaro/ è saturo di magnifici equipaggi/ che giungono per approdare/ e lanciano sulla riva/ la meraviglia dei pericoli.“ Il vento che sferza le acque in un continuo ritrarsi e dilatarsi, che rigetta sulle banchine del porto onde cariche di nostalgia, frantumi di ricordi e di mancati approdi, è lo stesso vento che volta le pagine ad una ad una, portandoci “nel caos degli idiomi,/ nella combinazione di canti e risse” nel “bar dove si annidano/ i rancori e i desideri,/ vicino agli alcolici scintillanti,/ versati nel bicchiere opaco!”, nella “strada torbida del crepuscolo,/ quando le luci delle botteghe/ accecanti/ fanno perdere la testa/ al viaggiatore appena sbarcato!”…

Questa piccola ma preziosa antologia poetica - curata e volta per la prima volta in lingua italiana con disinvolta capacità dalla giovane avellinese Bianca Fenizia - racchiude quaranta testi composti da Louis Brauquier, poeta, scrittore e pittore nato a Marsiglia nel 1900 e ivi morto nel 1976. Ai cultori della materia corre dunque l’obbligo di sottolineare la meritevole operazione condotta in porto dalla piccola casa editrice molisana, a cui rivolgiamo dunque un applauso incondizionato per aver individuato un vuoto che andava ormai colmato, offrendo anche ai nostri lettori una vera e propria summa poetica dell’autore marsigliese. Di consegnare loro la novità e il vigore di versi mossi da accenti diretti e intenti sinceri, che non cedono mai ai languori dell’abbandono, ma tentano piuttosto di far coincidere essere umano e individuo antropologico in un mondo interiore che non sia psicologico né introspettivo. Qui sta la tensione ferma e lapidaria dell’autore, le innegabili capacità espressive di una voce poetica che ha il coraggio di rendere ancora interessante il mondo e che - solo per il provincialismo della nostra cultura editoriale - non ha avuto finora la risonanza che merita.



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