Lettera su un altro continente

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Segnati dagli estremi di una strenua resistenza a una contingenza storica che intendeva debellare la linea lirica in favore dell’impegno sociale e politico di ogni forma di espressione artistica e dalla vertigine di una riflessione onesta e accurata sul senso autentico e sull’utilità de linguaggio poetico, i testi raccolti nella presente antologia ci consegnano la preziosa testimonianza storica e letteraria di un’artista di profondo spessore umano. Del suo costante impegno in favore della salvaguardia della purezza del verso e della sua riabilitazione quale arte del bello, come qualcosa di assoluto e di inderogabile: “Il respiro/ nella gola di un uccello/ il respiro dell’aria/ nei rami.// La parola/ come il vento stesso/ il suo sacro soffio/ entra ed esce.// Sempre il respiro trova/ rami/ nuvole/ gole di uccelli.// Sempre la parola/ la sacra parola/ una bocca.” La vita viene rappresentata come passione dell’attesa, come atmosfera di sospensione, talvolta astratta ma sempre fortemente percepita, dallo straniamento di una vocazione lirica condotta al di là della fittizia verosimiglianza,  e per questo ancora più intollerabile, della trama sofferta su cui l’esistenza si appoggia: “Volteggiano le mie parole/ piumate di nostalgia/ senza nido// un tempo contro un sorriso/ nessuno regge la vita da solo/ volteggiando e volteggiando”…     
Hilde Domin (Colonia 1909 – Heidelberg 2006) rappresenta una delle voci poetiche più importanti della seconda metà del secolo scorso.  Eppure, a causa del provincialismo della nostra cultura editoriale e letteraria, non ha avuto finora nel nostro paese la risonanza che merita. Ai cultori della materia corre dunque l’obbligo di sottolineare la meritevole operazione condotta in porto dalla Del Vecchio Editore. Ad essa rivolgiamo dunque un applauso incondizionato per aver individuato un vuoto che andava colmato, correndo ai ripari e pubblicando la summa poetica e saggistica dell’intellettuale tedesca di cultura ebraica. Un progetto affidato alla curatela di Paola Del Zoppo e alla traduzione di Ondina Granato che con Lettera su un altro continente giunge al suo terzo appuntamento con il lettore italiano dopo Con l’avvallo delle nuvole e Alla fine è la parola. Il volume - in cui vengono antologizzate e presentate, con testo originale a fronte, le raccolte “Qui”, “Figure rupestri” e “Ti voglio” – costituisce davvero un gioiello prezioso in cui la tormentata vena lirica riluce accanto ai testi in prosa e all’attività saggistica.  A rendere conto delle innegabili qualità di un’intensa creatività espressiva, punteggiata da interrogativi, lamenti e persino terrore. Ma anche da un trepido desiderio di leggerezza.

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