Poesie

Poesie in cui predomina quel senso gagliardo, impetuoso e virile della vita, intesa quale eroica fatica e operosa vigilia innanzi alla luce del sole: “batte il sol ne la chiara, onesta faccia, / ne le chiome e negli occhi risfavilla” come è detto del comandante della Compagnia della Morte nella “Canzone di Legnano”. La figura stessa del poeta viene raffigurata in quella di un artiere vigoroso, intento ad un’opera rude nel bagliore del tempo: “Il poeta è un grande artiere, / che al mestiere / fece i muscoli d’acciaio: / capo ha fier, collo robusto, / duro il braccio, e l’occhio gaio”. Ma accanto all’aspetto esteriore assumono altrettanta e non secondaria rilevanza note malinconiche e crucciose, e persino certi accenti di tedio, di tristezza funerea, che ricorrono di continuo accanto al motivo solare: “Io credo che solo, che eterno / che tutto nel mondo è novembre.” E ancora: “O notte, o inverno, / che fanno giù ne le lor tombe i morti?” La morte, si badi, non come introduzione all’eterno, come momento centrale dello spirito, conforme a quanto era presente nel Manzoni; ma come totale privazione dell’essere, come assenza della luce, come carcere ossessivo nel buio della terra: “Sei ne la terra fredda, sei ne la terra negra”…

Non escludo che qualche lettore potrebbe ritenere superfluo o qualche studente addirittura irritante l’auspicio, ma vorrei proporre a tutti di leggere o rileggere le poesie di Giosuè Carducci (Pietrasanta 1835 - Bologna 1907) raccolte nella presente antologia curata per Feltrinelli da William Spaggiari. Il libro raccoglie alcune delle liriche più belle e meritatamente celebri del poeta insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1906, dalle prime sperimentazioni (anche metriche) compiute in età giovanile, fino alle ultime, comprese le rime "alpine" e quelle dedicate ad Annie Vivanti. Ma anche componimenti meno famosi che costituiscono per varie ragioni motivo di interesse e novità. Da un lato troviamo, infatti, un senso vigoroso e maschio dell’esistenza che hanno ispirato i testi più noti quali ad esempio Il Comune rustico, La Canzone di Legnano, Alle fonti del Clitumno o Sui campi di Marengo. Poesie dettate dall’esigenza di contrapporre alla prosa di un tempo caratterizzato da una ordinaria amministrazione il fervore pugnace del Risorgimento e ai sogni eroici delle guerre per l’Indipendenza. Dall’altro, la consapevolezza della presenza incombente di un nulla a cui reagire, recuperando i valori profondi della storia più recente e della romanità classica. La selezione delle poesie trascelte ci consegna un quadro completo dell’arte del Carducci e dello spirito di un tempo che a pieno diritto possiamo ancora considerare come contemporanei.

 


 

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