Poesie di una vita

Poesie di una vita
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Ad aprire l’antologia sono i versi più celebri ed emblematici della poetica dell’autore cileno. Sono quelli che celebrano l’amore dedicato alle donne che con lui hanno percorso alcuni tratti del suo tormentato percorso esistenziale: “Con lo splendore e la sofferenza faremo/ il pane della nostra vita,/ senza rifiutare quanto porterà il vento/ e non coglieremo solo la luce del cielo/ ma anche le aspre cifre/ dell’ombra sulla terra.” Sentimento che il poeta declina in maniera passionale ed erotica, sensuale e carnale: “Amore, quando ti tocco/ non solo hanno percorso/ le mia mani il tuo incanto,/ ma rami e terre, frutti e acque,/ la primavera che amo,/ la luna del deserto, il petto/ della colomba selvatica,/ la morbidezza delle rocce levigate/ dalle acque dei mari e dei fiumi/ e la folta chioma rossa/ della macchia in cui/ la sete e la fame sono appostate”. Nelle sezioni successive la poesia diviene quella dell’uomo con gli uomini: “Voglio stare nella morte insieme ai poveri/ che non ebbero tempo di studiarla,/ mentre li bastonavano quelli che hanno/ un cielo suddiviso e su misura.” Un’autentica conversione al prossimo, poesia di lotta politica e di impegno civile, di sostegno e di speranza, di rabbia e di lotta: “Perché la vita travolge come collera o fiume/ e apre un tunnel insanguinato attraverso il quale ci spiano/ gli occhi di una immensa famiglia di dolori”…

La presente raccolta, tradotta per l’editore Guanda da Roberta Bovaia e introdotta da una intensa introduzione di Roberto Carifi, presenta al lettore un’ampia selezione della poetica di Pablo Neruda, pseudonimo che Neftalì Ricardo Reyes scelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891) cantore della povera gente. In essa vengono addensati testi che spaziano dall’età giovanile fino a quella della maturità ma suddivisi in sette sezioni tematiche, tali da garantire un accesso ordinato ed esauriente alle caratteristiche dell’intera poetica dell’autore cileno. L’insieme dei componimenti antologizzati ci consegnano i più intimi palpiti di un’inguaribile indole romantica che egli univa ad un concetto drammatico dell’esistenza che raggiungeva l’antro più profondo della sua sensibilità. L’essenza inquieta e insoddisfatta della condizione umana che trapela in ogni verso o sotto l'aspetto di una malinconica rinuncia, di un bene non più afferrabile forse definitivamente perduto, o nella constatazione della eterna rovina, dell'infinita disgregazione e della continua morte che reggono il mondo e la vita agli occhi del poeta, trova consolazione nella poesia, considerata l'unica possibilità di acquisizione della realtà. Unica vita momentanea nella lenta e incessante morte di un uomo che non nascondeva a se stesso quanto la sete incontinente di amore e di impegno civile non sarebbe mai stata placata dal liquido malinconico della disillusione quotidiana.



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