Temporali

Temporali

Ai temi alti e duri della vita e della morte, del congedo e dell’assenza, il poeta rivolge uno sguardo indiretto: “O forse è un’altra la metafora che occorre / per la stessa ragione, o religione, / ma in un ritmo diverso: / le infinite vasche / che ora nuoto e vuoto / polmoni e tossisco / sotto sopra avanti / indietro tossisco / la mia storia e tutta / la vita immortale”. Uno sguardo obliquo e tormentato, tragico e nostalgico cha spazia tra il mondo di fuori e il mondo che si porta dentro, come è quello di un eterno viandante, di un artista senza casa se non la poesia che cristallizza gli indugi e le riflessioni: “Nel sempre di un sentiero e adesso / nel grigio di uno scheletro, / con i vuoti, gli a capo, l’eco / di quanto fu. / Amore, vieni con me in questa pagina. / fa’ di questo / un luogo risolto dal tempo”. Il suo incessante peregrinare non segna in verità alcuno sradicamento dalle proprie incertezze, né un approdo sicuro. Il suo è un cammino introspettivo, accompagnato da un costante ripiegamento intimistico, nel quale si riflette la voce di una spiritualità inquieta che prende le mosse da un senso di acuto smarrimento che resta irrisolto: “Pur nelle variazioni sue, / al passaggio dell’ora, col sentiero che gira, / la sostanza è la stessa, e ognuno è / nel paesaggio di un’idea. / Si va verso una promessa / città di pietra, un villaggio, fa cenno / l’amico che ci guida…

Ritengo anch’io, come afferma l’illustre firma di Fabio Pusterla nella breve nota introduttiva che compare sulla bandella del libro, che Temporali costituisca “un libro maturo e forte”. La raccolta poetica offre una tavolozza sicuramente ricca sul piano delle scelte tematiche e varia su quello della resa stilistica. Essa si configura come un’articolazione, e basta scorrere l’indice delle composizioni per rendersene conto, che va dalle suggestioni del sogno alla riflessione esistenziale, dalla necessità del confronto autentico con l’esistenza al richiamo evocativo alla poesia alta di Lucrezio, Dante, Francesco Petrarca, Giacomo Leopardi, Paul Celan, Primo Levi, Iosif Brodskij e Milo De Angelis; dalle impressioni di viaggio alle incursioni nelle geografie del ricordo in un continuo rimando tra il dato autobiografico e l’avvenimento storico. Temporali è un libro che vorrebbe dare conto della vita per come si presenta, sensazione dopo sensazione, turbamento dopo turbamento, nella speranza di poter superare lungo il tragitto l’impasse di un pensiero che non riesce ad afferrare l’abisso mirabile e doloroso dell’esistenza. E che si chiude, dopo vano peregrinare, quando è il pathos a venire in primo piano nell’impossibilità di dipanare il viluppo inestricabile dei ricordi di paesaggi, storie e moti interiori, toccando punte di intenso lirismo poetico.



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