Premio Neri Pozza: ecco i cinque finalisti

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“Molte buone idee nascono dall’insoddisfazione”: così Giuseppe Russo, direttore editoriale della casa editrice Neri Pozza, ha introdotto giovedì 12 settembre la presentazione dei cinque finalisti alla prima edizione del Premio Letterario Neri Pozza, che, continua, nasce da una duplice insoddisfazione.




La prima riguarda i maggiori premi letterari, che offrono visibilità a opere già presenti sul mercato. La seconda invece è più seria, e ha a che fare con lo stato attuale della narrativa italiana. Il paragone tra la letteratura italiana compresa tra il ’52 e la morte di Pasolini e la stagione attuale è disarmante: la letteratura non è solo intrattenimento, ma deve avere un valore conoscitivo. Per conoscere meglio il nichilismo, per esempio, si consiglia la lettura di Delitto e castigo di Dostoevskij. Quello che manca alla fiction contemporanea è appunto un sguardo sullo spirito del tempo. Pur con le dovute eccezioni, s’intende, come Addio a Roma, di Sandra Petrignani, autrice Neri Pozza e membro del comitato di lettura del premio. Eppure, inaspettatamente, la qualità delle opere in concorso è stata sorprendente, a dispetto di tutte le perplessità di Luigi Bernabò, agente letterario e membro del comitato: opere molto diverse tra loro ma tutte interessanti e valide. È stato grande l’imbarazzo per la scelta, racconta sempre Giuseppe Russo, poiché tutte le dodici opere, selezionate tra le più di 1.700 arrivate al concorso per la valutazione del comitato di lettura, meritavano di essere finaliste. I cinque romanzi finalisti raccontano storie di ampio respiro. Dentro c’è una strada per Parigi, di Novita Amadei, è una delicata storia di amicizia femminile, fatta di solitudini e tenerezza. Angela Nanetti è autrice de Il bambino di Budrio, ispirato a una storia vera risalente al Seicento, quando un trovatello dalle capacità prodigiose e dalle frequenti crisi convulsive viene accusato di stregoneria. Ne La ricchezza di Marco Montemarano, gli anni Settanta vissuti da un gruppetto di ragazzi romani diventano occasione di riflessione sulla fugacità della gioventù, tanto che si ha l’impressione di esserne stati solo spettatori. Due le storie di ambientazione partenopea: La letteratura tamil a Napoli, di Alessio Arena, documenta la commistione di culture millenarie, come la tradizione tamil, risalente a più di duemila anni fa; Il genio dell’abbandono di Wanda Marasco ripercorre invece la vita dell’artista Vincenzo Gemito, dall’abbandono da parte dei genitori sulla ruota degli esposti alla fuga dall’ospedale psichiatrico. Il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza nasce nel centenario della nascita del fondatore della casa editrice, e riporta l’attenzione sulla creatività del lavoro editoriale: la scoperta di talenti.

 

 
 
 
 
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