Quel 16 marzo di terrore

Una giornata che rimarrà scolpita nella storia del nostro Paese. Un giovedì di sangue, di terrore, di angoscia crescente. Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del quarto governo guidato da Giulio Andreotti, un monocolore DC con l’inedito e storico appoggio esterno del PCI, la Fiat 130 che trasporta Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale alla Camera dei deputati, viene intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa. È un diluvio di fuoco. Gli uomini delle Brigate Rosse uccidono in pochi secondi i cinque uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrano Moro. Si apre un capitolo che ancora oggi ‒ quaranta anni dopo ‒ ha molte pagine oscure e protagonisti non del tutto conosciuti. Di questo, forse il più grande mistero della Storia italiana, come è facile immaginare si sono occupati moltissimi libri. In questo Speciale abbiamo voluto raccogliere i più importanti.



 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER