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Il pomeriggio del 12 settembre 2008, a soli 46 anni, ci lasciava David Foster Wallace (qui tutti i suoi libri). Dopo aver scritto un messaggio di addio di due pagine alla moglie Karen Green e aver lavorato un po’ al manoscritto del suo romanzo Il re pallido (rimasto incompiuto), DFW si impiccò ad una trave di casa sua a Claremont, in California. Erano sei mesi che aveva smesso di assumere il farmaco antidepressivo che lo aveva accompagnato per molti anni, dato che sin da ragazzino aveva sofferto di una grave forma di depressione, tanto che più di una volta si era reso necessario il suo ricovero in una clinica psichiatrica (qui tutto sulla sua vita complicata). Sei mesi che combatteva strenuamente con incubi, attacchi di panico, spaventosi sbalzi d’umore. Definito dal “New York Times” la mente migliore della sua generazione, David Foster Wallace ci ha lasciato romanzi (Infinite Jest è citato dalla rivista “Time” come uno dei 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 a oggi), raccolte di racconti (La ragazza dai capelli strani è considerato un suo manifesto poetico e stilistico), strepitosi libri di non fiction (tra tutti Tennis, tv, trigonometria, tornado).



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