Rebibbia o Venezia?

Presentato in concorso nella sezione “Orizzonti” della 75esima Mostra del Cinema di Venezia, La profezia dell’armadillo arriva sul grande schermo grazie all’esordiente Emanuele Scaringi. Si tratta della trasposizione cinematografica dell’omonimo fumetto, forse quello più conosciuto di Zerocalcare, scritta da Michele Rech (alias Zerocalcare - qui la nostra intervista esclusiva), Oscar Glioti, Valerio Mastandrea (che in origine doveva dirigere il film), Johnny Palomba e interpretato da Simone Liberati, Valerio Aprea, Pietro Castellitto, Laura Morante, Claudia Pandolfi, Kasia Smutniak, Diana Del Bufalo, Vincent Candela e Adriano Panatta. Spiega il regista Emanuele Scaringi: “Zero vive a Rebibbia, un quartiere romano di cui si parla solo quando balza agli onori delle cronache. Ma a Rebibbia la gente lavora, si sposa, cresce e a volte ci muore anche. Sono i luoghi abitati dalle persone normali quelli che mi interessano. Uno squarcio di città inusuale, non il centro da cartolina – dove Zero e Secco si rifiutano di andare – ma una metropoli del mondo dove le classi sociali si mescolano”. La trama? Ecco come la racconta la scheda della casa di produzione Fandango: Zero vive a Rebibbia, Tiburtina Valley. Terra di mammuth, tute acetate e cuori grandi. Zero è un disegnatore, ma senza un posto fisso si arrabatta tra vari lavoretti. La sua vita scorre sempre uguale ma, una volta tornato a casa, lo aspetta la sua coscienza critica: un armadillo che, con conversazioni al limite del paradossale, lo aggiorna su che cosa accade nel mondo. A tenere compagnia a Zero nelle sue peripezie quotidiane è l’amico Secco. La morte di Camille, compagna di scuola e suo amore adolescenziale mai dichiarato, lo costringe a fare i conti con la vita...



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