Black Angel - Il figlio dei demoni

Black Angel - Il figlio dei demoni

Quando Elia inizia a raccontare la sua storia è autunno, la stagione dei colori caldi, quella preferita dal vampiro con gli occhi grigi che ora sta provando a mettere nero su bianco le origini della sua specie. Elia appartiene alla casta più potente tra tutte: Le Rose del Male, quella originata dal primo vampiro Vlader, che attraverso il discendente Raphàel domina le terre dell’Ovest. Ma non è questo il ricordo che lui vuole narrare, bensì l’avventura unica vissuta nel Mondo Leggendario, la stessa dimensione in cui vive nel suo castello Mayah, la strega che il suo cuore brama. Un mondo popolato di elfi, di fate, di magia e certo, soprattutto di vampiri ‒ i demoni dal viso d’angelo ‒ coloro a cui deve la sua lealtà. La missione che Raphàel sta per affidargli è insidiosa e spregevole persino per Elia che innumerevoli volte ha già ucciso: ma nonostante il suo cuore sia combattuto lui deve farlo: andrà nella terra delle fate e lì avvicinerà l’Erede…

Capitolo primo di una saga dark fantasy che vede protagonisti vampiri e altre magiche creature (forse troppe? Si sfoggia un campionario quasi completo che va dagli stregoni ai goblin) e unisce leggende popolari e spirito romance. Ci sono il vampiro cattivo Elia, quello molto più cattivo Raphàel, la strega buona, quella meno buona e così via: e ovviamente non manca la storia d’amore contrastata. Da Stephenie Meyer (mamma di Twilight) in poi il vampiro contemporaneo è stato declinato in tutte le versioni possibili: da quella pulp di Charlaine Harris (autrice della saga Sookie Stackhouse), a quella edulcorata di Beth Fantaskey (autrice di Promessi Vampiri) e nulla di peculiare distingue Elia dai suoi parenti letterari più prossimi. Ma del resto così va la letteratura di genere, da sempre. L’impalcatura della storia comunque regge, la scrittura è precisa anche se a volte poco efficace e la passione tra i due protagonisti non divampa ancora in questo primo capitolo, restando sottotraccia. Un giudizio compiuto sull’esordio della giovane Bellucci ‒ che ha scelto la modalità del self publishing per presentarsi ai lettori appassionati del genere e non ‒ è per ora rimandato al volume due.



 

 

 

 
 
 
 

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