Cancellati

Cancellati

Marco tiene un diario, cerca di narrare ciò che gli accade quotidianamente in modo ironico e distaccato. È quanto gli ha suggerito di fare il suo psicanalista, Riccardo, per aiutarlo a superare una certa inquietudine d’animo che si porta dietro costantemente. Tutte le mattine sempre la stessa storia: il bacio alla fidanzata, i programmi per il fine settimana, il lavoro, la spesa. Tutto già deciso, tutto dato per scontato. A volte, invece, Marco vorrebbe sparigliare ogni cosa, giusto per vedere quello che capita e farsi conoscere realmente per quello che è ‒ o vorrebbe essere ‒ anche solo per un po’. Come è successo quella volta in treno, con quell’uomo dall’aria distinta e cortese. Anche questo ha scritto sul suo diario, perché Riccardo gli ha detto che il senso delle cose si ritrova nella vita di ogni giorno e, analizzando i fatti scritti nero su bianco, si potrà poi leggerli con animo più leggero, perdendo la drammaticità inutile con cui troppe volte Marco infarcisce le sue giornate. Enzo, invece, non è convinto delle capacità dello psicanalista di Marco, che sempre più li ha fatti allontanare, proprio loro due, amici che si confidavano ogni cosa. L’entrata di Riccardo nella loro vita ha scombussolato in modo repentino e irreversibile ogni cosa, tanto che ormai Enzo da due anni si è trasferito all’isola di Zante, pur continuando a pensare a Marco, ogni giorno, e a quanto sia successo...

Giovanni De Rosa pubblica il suo secondo romanzo (su una piattaforma di self publishing), proponendoci una storia intricata nella quale i protagonisti sono due amici, Marco ed Enzo, le cui vicissitudini ruotano attorno ad un perno rappresentato da Riccardo, lo psicanalista di Marco. Se all’inizio la storia narra, in modo convincente, le avventure ‒ sentimentali, umane, intime ‒ dei protagonisti, lasciando emergere così la profondità di chi scrive e del suo messaggio, mano a mano che si prosegue nella lettura emergono toni sempre più allucinati ed il confine tra realtà e pazzia si sgretola diventando sempre più sfumato. Opaca diventa l’atmosfera generale del libro e poco trasparente il proponimento dello scrittore, rendendo, a volte, la lettura faticosa. Manca una sorta di collante tra i vari episodi riportati, che spesso sembrano più che altro espedienti per far passare un messaggio ben preciso e che sta a cuore all’autore, con il risultato che tali brevi racconti rimangono isolati e non si inseriscono ad incastro nella trama; si ha quindi la stessa impressione di quando si mangia un piatto in cui gli ingredienti sono fra loro slegati. Credo che una maggiore esperienza ed un aiuto nell’editing possano valorizzare le indubbie doti di De Rosa. Come ultima nota formale consiglio, per il prossimo romanzo, di non stampare il numero di pagina nelle bianche.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER