Il mio ultimo anno a New York

Il mio ultimo anno a New York

Anna fa slalom tra la folla. Vuole raggiungere il prima possibile l’angolo con la Quarantaduesima strada e fermarsi davanti a Starbucks. La via è stracolma. Moltissime auto in doppia fila, tanta gente, molti turisti ignari. Solo chi abita a New York sa che sta per accadere: si sta per aprire il sipario sul Manhattanhenge, il momento in cui il tramonto del sole è parallelo alla Quarantaduesima e si allarga a ventaglio su molte strade. Non è roba che i turisti possano sapere. Anna guarda gli altri incantati dallo spettacolo esattamente come lei. Ci sono una mamma e un figlio che si tengono per mano. Ora vorrebbe tanto un figlio. In questo momento, proprio quando Marco non lo desidera più. Ricorda ancora perfettamente quando lui le ha chiesto di avere un figlio. Lei allora non si è sentita adatta alla maternità. Ha pensato che ci sarebbe stato tempo, che erano ancora tanto giovani, che avevano tutta la vita davanti. Sarebbe stata pronta. Solo qualche anno in più. Marco ha smesso immediatamente di farle pressioni. Non era da lui. Poi, semplicemente, quel desiderio di paternità non c’è stato più. O meglio. Anna e Marco hanno dovuto affrontare tanto altro. Si sono conosciuti a lavoro, entrambi presso la casa di moda Valentino. Marco è già affermato e Anna solo una stagista. È amore. Quello per sempre, quello della vita. Si sposano e restano a vivere a New York. L’Italia è troppo stretta per loro. Marco purtroppo si ammala. Combattono assieme contro il cancro. Anna lo vede sempre più debole ma sempre così sorridente, forte e fragile allo stesso tempo. Marco è e sarà per sempre il suo amore. Per lui Anna ha lasciato l’Italia e anche senza di lui continua a vivere nelle loro città…

Sono passati oltre dieci anni da quando Annalisa Menin si è trasferita a New York. Le piace essere definita una migrante 2.0. Ha lasciato l’Italia così, quasi per gioco. Il suo amore per Marco ha fatto sì che la Grande Mela diventasse “casa”. Assieme a Susanna De Ciechi, scrittrice e ghost writer, hanno deciso di raccontare la “sua” storia: quella sua e di Marco, suo marito, morto giovanissimo. Il mio ultimo anno a New York è un romanzo scritto in maniera semplice, cesellato con cura, senza fronzoli. La storia di Anna e Marco – che sì, sempre ci fanno pensare alla celebre canzone di Lucio Dalla – è una storia bellissima: due ragazzi giovani lasciano le loro certezze e decidono di trasferirsi nella Grande Mela, si innamorano perdutamente, si sposano e… dopo poco Marco si ammala. Tutto si trasforma, tutto improvvisamente diventa in salita e il tempo che immaginavano di poter trascorrere assieme si riduce ad una serie di giorni passati tra un ospedale e l’altro. La narrazione si fa dolorosa ma mai si tende a cadere nel melodrammatico. Le due autrici hanno la capacità di farci sorridere e di farci emozionare, di non cadere mail nella banalità o nel già detto. Il mio ultimo anno a New York è un romanzo interessante, fresco e vitale, che ci colpisce allo stomaco e allo stesso tempo ci fa sognare. Annalisa Menin ha aperto un blog con lo stesso titolo del libro e una fondazione a nome di suo marito che finanzia borse di studio agli studenti meritevoli in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Annalisa vive a New York e Marco è sempre il suo punto di riferimento, il motore immobile che le permette di restare in equilibrio non lasciandola mai sola.



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