La Fiera dei Morti

La Fiera dei Morti
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Corrado Di Tuccio, romano di origine, genio della fisica e detective dilettante ma non troppo si è ormai ambientato a Perugia. Ha cambiato casa e quartiere e ha trovato un pub in cui trascorrere piacevolmente il tempo libero. È discretamente soddisfatto della sua vita, ora, e potrebbe trascorrerla serenamente. Ma il destino vuole che, ancora una volta, Corrado si imbatta in alcune morti sospette, giusto alla Fiera dei Morti, appuntamento annuale dalle origini antiche, molto partecipato in città. Alla fiera, ricca di otre cinquecento stand e bancarelle, Corrado va con l’amico Tino, questurino di professione. I due non hanno nemmeno finito di masticare l’ultimo boccone di un gustoso panino quando sentono levarsi un grido di aiuto: un uomo ha scoperto un’anziana donna stesa a terra tra due bancarelle. La donna, elegante e composta, sembra dormire, ma è morta. Pare che la causa della morte sia del tutto naturale, un ictus. Però Corrado, diffidente com’è, nutre qualche sospetto. Quando poi legge la notizia del decesso, per una tragica caduta dalle scale, dell’ex ambasciatore Rignani Savona, ultimo discendente di una della più illustri e antiche famiglie perugine, i suoi sospetti aumentano. Comincia dunque a fare ricerche sulle due persone defunte e scopre la notizia di altre morti avvenute all’apparenza per incidenti domestici, ma sospette, molto sospette. Come impedirgli di indagare?

Valerio Tagliaferri, romano, scrive convintamente sul proprio sito: “La rete crea e offre nuove opportunità. Sono arrivati gli e-book e, soprattutto, la nuova – e impensabile fino a poco fa – possibilità di “auto” pubblicarsi. Amazon, così come già in altri paesi, anche in Italia dà a tutti la possibilità di pubblicare il proprio libro. Adesso i nuovi autori non arrivano più solamente dalla televisione, dal cinema o dalle scuole di scrittura: tutti hanno la possibilità di farsi leggere”. Questo suo più recente romanzo costituisce il terzo episodio dedicato alle inchieste “dell’inconsapevole Di Tuccio, l’addetto alle pulizie più intuitivo di sempre”. I delitti di cui si deve occupare il protagonista apparentemente non sono tali, ma sembrano in tutto e per tutto incidenti domestici o inspiegabili fatalità. Tuttavia la cocciutaggine di Di Tuccio lo porta a individuare un comune denominatore tra i decessi e a scoprire che non si tratta di morti innocenti, ma di delitti. Il fatto che si tratti anche per questo romanzo, come per i due gialli precedenti, di autopubblicazione fa rilevare ugualmente una serie di difetti, già rilevati in precedenza e relativi all’editing, al layout di pagina, alla revisione editoriale del testo, alla copertina. Lo stile di questo romanzo appare inoltre meno scorrevole rispetto a quello dei precedenti e la trama della storia meno capace di attirare l’immediata attenzione del lettore.



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