La Legione dell’Alba

La Legione dell’Alba
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Roma, ottobre 2007. È un venerdì notte come tanti altri e Lorenzo, architetto romano di quasi trent’anni, entra in un locale affollato. Corpi tatuati, palestrati e sudati; palpamenti, ammiccamenti; abiti di pelle nera e lucida: una fauna che Lorenzo conosce benissimo. È lì per guardare e farsi guardare, quando viene colpito da un ragazzo. È giovane, bellissimo, ha uno sguardo magnetico e, soprattutto, è solo. Andrea, questo il nome del ragazzo, ha degli splendidi occhi viola. Bastano due chiacchiere e il gioco è fatto. I due escono, salgono in macchina e si dirigono in un luogo appartato. Si fermano. Andrea vuole farlo subito e non può più aspettare. Poi un grido: “Sparate!”, e il cranio di Andrea esplode in mille pezzi. Un groviglio di ossa e pelle nei quali si riconoscono solo i capelli. Lorenzo si sente perduto. Pensa che a breve morirà, ma Andrea non è ancora morto: ormai è ridotto ad un essere che scalcia, sibila e gorgoglia, mentre chi ha fatto fuoco lo tira fuori dalla macchina, lo tiene fermo al suolo e gli pianta un paletto nel cuore. Prima di svenire, Lorenzo pensa che in tutto quel macello non ha visto uscire neppure una goccia di sangue. Quando rinviene, scopre una verità alla quale stenta a credere. Andrea era un vampiro e gli uomini che gli hanno salvato la vita li seguivano da quando sono usciti dalla discoteca. Quegli uomini fanno parte di un gruppo che da secoli dà la caccia ai vampiri: la Legione dell’Alba…

La figura del vampiro affonda le radici nel lontano XVIII secolo ma fu indubbiamente il Dracula di Bram Stoker, nel 1897, a porre le basi per le produzioni successive, sia in letteratura che nel cinema. Col passare del tempo, questa figura del folclore europeo ha subito le più svariate declinazioni, fino a quella del vampiro redento portata in auge da Stephenie Meyer con la serie di Twilight. Nelle pagine de La Legione dell’Alba, romanzo horror dalle atmosfere gotiche autopubblicato su Amazon dall’autore romano Lorenzo Tomei, l’omonimo protagonista si ritrova suo malgrado coinvolto in una vicenda in cui un gruppo di vampiri “vecchio stile” – riposano all’interno di bare, uccidono per succhiare il sangue e assoggettano psicologicamente la propria preda – si aggira per le strade di una Roma oscura e inconsapevolmente pericolosa. “Quella che segue è una storia vera. Prendetela pure come vi pare: rimane il fatto che questo libro riporta la cronaca degli eventi da me vissuti a partire dall’ottobre 2007 nella città di Roma”, scrive Tomei nella prefazione, attraverso un artificio retorico che affonda le radici nella letteratura medievale, una sorta di captatio benevolentiae camuffata che rende ancora più inquietanti le pagine di un romanzo costruito attraverso il giusto equilibrio di narrazione onnisciente e uso del flashback. Così, pagina dopo pagina, si viene avvolti in una coltre di orrore, raccapriccio, ansia; trascinati in una trama che, attraverso una scrittura semplice e diretta, racconta l’inverosimile immergendolo nel contesto concreto delle strade della Capitale, in cui viene ingaggiata una lotta senza esclusione di colpi tra il male e il bene, rappresentato dal sacrificio dei componenti della Legione dell’Alba: un gruppo di persone che ha scelto come missione quella di sconfiggere per sempre l’orda di vampiri che infesta la Terra. Una lotta che solo nelle ultime pagine troverà soluzione, spiazzando il lettore con un finale al cardiopalmo e per nulla scontato.



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