Mediterraneo - In viaggio tra Storia e Gastronomia

Mediterraneo, in greco, significa terra di mezzo. La sua storia, le stirpi di uomini che ne hanno popolato le coste ed i territori che hanno risentito della sua vicinanza, sviluppando e diffondendo una nuova civiltà, hanno in qualche modo reso speciale tutto ciò che lo riguarda, a partire dal clima fino ad arrivare all’alimentazione. Uomini di diversa provenienza, nel corso del tempo, con culture e tradizioni differenti, si sono trovati a condividere gli stessi territori in riva al mare e ad influenzarsi e a fondersi, costituendo un nuovo patrimonio comune. Inoltre, ogni popolo, nel viaggio, ha portato con sé le piante e gli animali che ha incontrato lungo il suo cammino: è così che, per esempio, è arrivato l’orzo, il cereale più diffuso nella Grecia Antica; è così che sono arrivati la vite e l’ulivo, simboli del Mediterraneo ma originari dell’Armenia e del Caucaso. L’area del Mediterraneo è costituita da luoghi ben diversi, nei quali la natura non sempre è stata benevola. C’è sempre stata, tuttavia, una millenaria volontà di coltivare ed arricchire tale natura a volte un po’ ingrata, volontà che spesso ancora si ritrova nelle persone che vivono vicino al mare. Di conseguenza, la cucina mediterranea non è soltanto cibo, ma è soprattutto cultura, una cultura legata alle antiche origini, una cultura che comprende le abitudini sociali e famigliari che si sono sviluppate nei territori intorno al mare. Sulle tavole mediterranee la natura è sempre protagonista con i prodotti della terra, delle vigne e degli orti - coltivati con amore e pazienza - ma anche con semplici piatti di mare e carne, esaltati dall’uso sapiente delle erbe aromatiche che crescono in maniera spontanea lungo le coste. Lo stile della cucina mediterranea, piuttosto sobrio anche se non mancano gusto e raffinatezza, prende di solito spunto dai prodotti locali, freschi e vari, a seconda della disponibilità nelle diverse stagioni…

Renata Baruffi propone un viaggio immaginario lungo le rive del Mediterraneo, alla ricerca dei profondi legami tra storia e gastronomia. Il cibo e la preparazione di un piatto vanno oltre il mero bisogno di nutrirsi, ma rappresentano un’espressione del mondo nel quale si vive, diventando quindi parte fondamentale della cultura di ogni paese. Scopriamo così, attraverso le pagine di questo libro, che lo spirito mediterraneo è sempre stato caratterizzato da una profonda inventiva, soprattutto perché le coste del Mediterraneo erano inizialmente povere; se una pianta risultava in qualche modo utile la si portava con sé nel proprio migrare e la si coltivava o sui balconi di casa oppure nella parte più riparata della poppa della nave, che non a caso ancora oggi si chiama giardinetto. È in questo modo che molti alberi e frutti, oggi considerati comuni, sono entrati a far parte della flora mediterranea. Scopriamo ancora che gli elementi base della cucina mediterranea sono pochissimi e richiamano l’alimentazione popolare più antica, ben diversa da quella di cui abbiamo avuto traccia attraverso i banchetti luculliani dell’età romana imperiale: carne e pesce serviti solo nella parte centrale del pasto; cereali sempre presenti; massiccio utilizzo di vegetali, legumi, ortaggi ed erbaggi, piante selvatiche raccolte qua e là nelle campagne. D’altra parte, è interessante sottolineare che l’abbondanza di vegetali, crudi o cotti, insieme all’utilizzo dei derivati dal latte facciano della tavola mediterranea una scelta apprezzata anche dai vegetariani, che in questo modo riescono a mangiare bene senza infrangere le proprie convinzioni. Scopriamo ancora quali sono le peculiarità delle coste orientali del Mar Adriatico, rispetto alle altre località del Mediterraneo; impariamo i gusti e le usanze delle antichissime genti venete; veniamo a conoscenza delle varie tradizioni legate alla preparazione del famosissimo gazpacho andalusiano; leggiamo la storia dei dolmades greci e dello strudel di mele. Un viaggio interessante, insomma, capace di stuzzicare e stimolare allo stesso modo curiosità ed appetito del lettore.

 


 

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