Nel dolore

Bakereedge Pass, Texas. Nicola Coretti, il tormentato sceriffo della piccola cittadina, si fa chiamare Nick Corey per sembrare meno “etnico” ai suoi rozzi compaesani. Il padre era italiano, la madre è messicana e ancora non ha imparato a parlare bene inglese. Ma non è certo questa la ferita più profonda e dolorosa dell’anima di Nick: il suo migliore amico, Rudy Paletta Loddenbroke, è stato ucciso da poco e lui ha il pensiero fisso di vendicarlo. Non era né simpatico né popolare, Rudy: era un ubriacone e un figlio di puttana ma per Nick era un fratello. Nick è innamorato perso della sua donna, Stella, una tosta. Solo a guardarla tutta sporca di grasso che ripara le Harley Davidson gli viene duro. E Stella pare ricambiarlo, ora. Ma per un po’ è scappata di casa. Con uno. Anzi, con una banda di bikers. È tornata da poco, dice di amarlo ma Nick non sa se può fidarsi davvero. Il futuro è pieno di incognite. Il passato è pieno di segreti. Il primo segreto è la morte del padre di Nick. Il secondo segreto è la morte della donna di Rudy, Reyna, una vera stronza che lo vessava e lo picchiava ma a suo modo lo amava. Il terzo segreto è la morte di Rudy. Due di questi nerissimi segreti Nick li conosce, uno lo scoprirà presto: ha già un sospetto ed è un sospetto molto fondato. Ma ci vorrà del tempo. Del sangue. E, manco a dirlo, del dolore. Al dolore però lo sceriffo ci è abituato…

Breve ma nerissimo, questo romanzo di Alessandro Zannoni, animatore della scena culturale di Sarzana con il festival letterario “Leggere fa male” e allievo del compianto Luigi Bernardi. Il suo Nicola Coretti alias Nick Corey è l’antieroe perfetto: fragile ma cattivo fino alla ferocia, amante appassionato ma con l’hobby di stuprare gli arrestati, capace di slanci teneri ma allo stesso tempo anche di vendette sanguinarie, fatto per metà di amore e per metà di odio. La ricerca degli assassini del suo amico Rudy sarà solo il pretesto per un redde rationem ben più profondo, che coinvolgerà non solo tutte le persone che ruotano attorno a lui, ma anche la sua coscienza. Nel dolore puzza di cuoio, di tabacco, di bistecche alla griglia, sa di sangue e di benzina. Ci sono molte scene violente, c’è tanto sesso esplicito, il linguaggio è aspro e il plot sembra studiato apposta per ferire il lettore. Qualche cliché in meno avrebbe giovato, diciamolo, ma mi è parsa invece molto apprezzabile la scelta di tenere basso il numero delle pagine - e simmetricamente elevato il livello dell’adrenalina.



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