Ora e sempre

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Agosto 1978. La brava sensibile infermiera Tecla deve preparare con urgenza la sala operatoria, c’è stato un brutto incidente stradale, un frontale con un camion: la vittima è in coma, presenta varie fratture, ha il volto devastato. Arrivano la madre (vedova) Mara e la bellissima moglie Federica, il ferito si chiama Andrea Meissi. Gli ricostruiscono parte del viso sfigurato, lui si risveglia dopo tredici giorni, non ricorda nulla a causa di una grave forma di amnesia di tipo traumatico. Federica è sconvolta e amorevole, le dicono di raccontargli alcune cose fatte insieme: si sono conosciuti al gruppo di lavoro per l’esame di Lingua e Letteratura Inglese nell’autunno 1973, si sono sposati il 12 maggio 1976 preparando poi il rinfresco per amici e parenti nel giardino della comune di Rocca Antica, Andrea si è laureato poco dopo in Filologia Italiana, iniziando subito il dottorato e divenendo brillante assistente del titolare della prima cattedra. Ma nessuna visita, nessuna foto, nessun particolare scuotono Andrea. Nemmeno l’amica Marta, che (mentre Tecla casualmente ascolta dal bagnetto) prova a ricordargli con circospezione che in realtà fanno parte del nucleo “10 settembre”, un gruppo rivoluzionario di lotta armata, da lui stesso co-fondato e impostato con regole severissime e crudeli. Dovevano compiere un omicidio terrorista proprio la notte dell’incidente d’auto. Ad aiutare il paziente arriva pure una bravissima esperta di riabilitazione, Donatella Mastai, in realtà anche lei componente del gruppo terroristico. Passano mesi e mesi, tutto si complica e intorbida, il capo terrorista (libraio) Cesare non ne è affatto contento…

Esordio letterario autoprodotto su Amazon per il romano Valerio Tagliaferri. L’idea centrale della trama non è originale, ma è comunque ben sviluppata, con lunghi incisi sull’apprendistato terroristico (anonimato, segretezza e rapine). La vicenda post trauma e le relazioni precedenti sono diversamente attorcigliate, comunque ben intersecate. Diventa evidente che l’amnesia è una scelta inconscia, Andrea in realtà proprio non vuole ricordare. Il nesso movimento-terrorismo fa da esclusivo contesto politico sociale per la capitale, forse è riduttivo. E poi la coda della storia si svolge ancora una volta in modo forzato negli attimi della strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. Un discreto disagio dipende da come il testo si presenta, l’editing mancato e non solo: da una parte il layout di pagina poco leggibile (colonne strette e corte, il rientro dei dialoghi, cose così), dall’altra i discutibili corsivi e neretti scelti per distinguere i pensieri di chi non ricorda (compreso il tondo del diario 28 ottobre 1976-12 aprile 1978, troppo implicita l’Italia con le cesure di quel periodo), i capitoli troppo brevi (134 in 423 sincopate pagine). La curata libreria di Cesare è in piazza di Pietra vicino al Pantheon. Federica fu scelta per le lasagne e gli arrosti. Apposita colonna sonora con i naufraghi solitari di “Message in a bottle” e i Police.



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