Charles Bukowski: la leggenda come se niente fosse

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A un certo punto arriva un tizio di cinquant’anni, uno scrittore, disgustato dall’andazzo letterario generale, dalle convenzioni e dai modelli culturali imperanti, e inizia a descrivere la realtà come se i suoi occhi avessero un colore diverso da quello di tutti gli altri. Terrorizzata l’intellighenzia letteraria col suo stile illetterato, gettati nel panico snob e benpensanti col suo linguaggio scurrile, il tizio (lo scrittore, insomma) comincia a farsi strada grazie alla capacità di rendere viva la parola scritta, di descrivere come nessuno l’americano medio, di emozionare lettori troppo a lungo anestetizzati da una letteratura asettica e austera. I critici più giovani e ‘scapigliati’ lo incensano, le vendite non sono male, ma i grandi editori restano freddini e l’ambiente chic storce il naso.




Dopo molti anni, alla morte del tizio, dello scrittore, si sprecano i seminari, le celebrazioni, le santificazioni, le ristampe. Tutto già visto. Tutto nella norma. Tranne il tizio, lo scrittore. Charles Bukowski è nato nel 1920 ad Andernach, in Germania, da padre americano e mamma tedesca. “Il mio nome completo è Henry Charles Bukowski jr. Ma mi sono molto stancato di Henry (...). Perché i miei genitori non erano simpatici e quando mi chiamavano per nome non volevo sentirlo. Perché mi chiamavano soltanto o per andare a mangiare o per andare a fare qualche commissione o perché avevo fatto qualcosa di male o perché dovevano picchiarmi”. I suoi genitori si erano conosciuti durante l’occupazione alleata della Germania alla fine della I Guerra Mondiale, quando il padre aveva l’abitudine di rubare carne dalla dispensa del suo reggimento per portarla alla famiglia di lei. Bistecche invece di fiori e cioccolatini, un argomento decisivo in tempi di fame e distruzione. All’età di 2 anni, il piccolo Charles sbarca negli Usa al seguito di mamma e papà in cerca di fortuna. I tre trovano invece la Grande Depressione ad attenderli. Per il padre, disoccupazione, frustrazione, autocommiserazione. Per la famiglia, botte, abusi, tensione, infelicità.

Il Charles adolescente è flagellato dall’acne e passa le notti a leggere sotto le coperte con la torcia elettrica. Nel 1943 a Philadelphia fa l’amore per la prima volta, a 23 anni, “Con una donna che pesava più di cento chili”. Nel 1944 inizia un burrascoso rapporto sentimentale con Jane Baker: andrà avanti tra alti e bassi per 10 anni, fino alla morte della donna causata dall’alcolismo. Nel 1959 gli vengono pubblicate otto poesie sulla rivista indipendente “Harlequin”: la direttrice Barbara Frye accetta la sua proposta di matrimonio per corrispondenza. La separazione arriva due anni dopo. Per tanti, tantissimi anni la scrittura rimane solo un hobby, tra giornate guadagnate a fare il lavapiatti, il facchino, il camionista, il benzinaio, l’ascensorista e nottate passate a sbronzarsi... poi Bukowski viene assunto alle Poste, dove rimane per 11 anni, fin quando, nel 1969, ormai alle soglie dei cinquant’anni, si dimette e decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura: “Avevo due sole alternative: rimanere alle Poste e diventare pazzo o giocare allo scrittore e fare la fame. Decisi di fare la fame”.

I primi soldi arrivano con l’edizione tedesca di Taccuino di un vecchio sporcaccione, e da lì è una valanga: più di 60 libri pubblicati e tradotti in decine di Paesi, fama imperitura, film, soldi, reading affollatissimi in giro per il mondo, donne, tutto l’armamentario insomma. Nel settembre dei 1964 intanto era diventato padre di Marina, nata dalla fugace unione con Frances Smith, giovane poetessa hippy. Alla fine degli anni ‘70 conosce Linda Lee Beighle, giovane proprietaria di un negozio di prodotti biologici e medicine alternative, che sposa nell’85. Sarà il suo bastone della vecchiaia e curerà tutta la pubblicazione delle sue innumerevoli opere postume. Gli ultimi anni Bukowski li trascorre tranquillo, con nove gatti, la figlia, gli amici, l’alcool e una casa confortevole. Marco Ferreri gira un film su Storie di ordinaria follia: “Mi recai al cinema con Linda: che impressione quando vidi il titolo. Poi una sensazione di essere in trappola: tutta quell’insopportabile gente che domandava autografi. Per fortuna uno capì e mi porse una bottiglia di whiskey. In verità ero già parecchio ubriaco. II film? Linda mi ha detto che alla fine della proiezione urlai “Buttatelo al cesso”. In più non mi pagarono neanche un dollaro... “. Il 9 marzo 1994, all’età di 73 anni, Charles Bukowski chiude la sua esistenza terrena in un ospedale di San Pedro, dove è ricoverato per leucemia. La sua leggenda invece continua a vivere. Così, come se niente fosse.

I LIBRI DI CHARLES BUKOWSKI



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