Charles Dickens: c’era una volta Londra

Articolo di: 

È il 7 febbraio del 1812 quando nella cittadina di Landport, presso Portsmouth, nasce Charles John Huffam Dickens, secondogenito di John Dickens ed Elizabeth Barrow. Il padre è un modesto impiegato della Marina britannica e con grande fatica provvede agli otto figli, i trasferimenti della famiglia a causa della mancanza di lavoro e dei debiti sono frequenti e il tracollo finanziario arriva nel febbraio del 1824. John Dickens viene incarcerato nella prigione di Marshalsea e ci rimane fino al maggio dell’anno dopo, quando in seguito alla morte della madre e a una piccola eredità riesce a venire a patti coi creditori. Durante la carcerazione la famiglia resta col padre, mentre Charles è costretto ad accettare un impiego nella fabbrica di lucido per scarpe Warren’s Blacking Warehouse, dove lavora dieci ore al giorno.




È questo il periodo peggiore della sua vita, ne segna il carattere e la percezione del mondo, condizionando per sempre il suo approccio all’esistenza e alla scrittura. Durante l’estate del 1824 lascia il lavoro e riprende gli studi presso la Wellington House Academy. L’obiettivo per il giovane è diventare avvocato. Il primo impiego di rilievo arriva nel 1827, da questo momento Charles si impegna in varie attività: stenografo, attore, cronista. Nel 1833 pubblica in anonimo sul “Monthly Magazine” un bozzetto, è il suo primo esperimento letterario. Nel frattempo continua a leggere avidamente tutto ciò su cui riesce a mettere le mani e ad andare a teatro a ogni occasione, nutrendo la sua fame di cultura.

È determinante per lui essere assunto come cronista del “Morning Chronicle” nel 1834, oltre al lavoro redazionale inizia a pubblicare a episodi i cosiddetti Sketches by Boz, che saranno raccolti in volume due anni dopo dall’editore John Macrone. La prima serie riporta fatti di cronaca a cui ha assistito per strada, nelle taverne, presso luoghi pubblici, la seconda serie raccoglie racconti amorosi e scene stravaganti frutto della sua immaginazione. Gli scritti nascono in periodi diversi della sua giovinezza, quando matura la consapevolezza di voler conquistare un posto in quel mondo fatto di ingiustizia sociale e lotta di classe che ha imparato a conoscere. Lavorare come commesso nei tribunali, conoscere le cause seguite dagli avvocati gli mostra tanto di quella società da suscitare in lui una sorta di ribellione intellettuale. Tutte queste emozioni, idee, speranze e sì, anche amarezze, finiranno nei suoi romanzi. Nel 1836 comincia la pubblicazione a episodi per Chapman e Hall de Il Circolo Pickwick, il primo romanzo che gli dà la fama e avvia la sua carriera letteraria. Un anno incisivo, oltre ai successi letterari arrivano quelli sentimentali: sposa Catherine Hogarth da cui avrà in seguito dieci figli. Il matrimonio durerà fino al 1858, quando il maturo scrittore dedicherà tutte le sue attenzioni all’attrice Ellen Lawless Ternan.

Nel 1837 pubblica Le avventure di Oliver Twist, romanzo in cui descrive la vita dei ragazzi di strada e l’esistenza dei bambini negli orfanotrofi, in balia di esseri senza scrupoli incarnati dall’ipocrita mister Bumble e dalla losca figura di Fagin. In quest’opera Dickens si espone, denuncia, lascia trasparire il suo pensiero politico, non risparmia umorismo nero e immagini grottesche, ora scrive su ciò che gli sta davvero a cuore e lo sdegno verso le workhouse (o poorhouse) è evidente. Impossibile contare gli adattamenti del romanzo fino ai giorni nostri: riduzioni narrative, trasposizioni televisive, cinematografiche, opere teatrali. Nel 2017 la workhouse che ha ispirato il romanzo è stata oggetto di un’accesa discussione a Londra, poiché è in progetto la sua trasformazione in un complesso residenziale tradendone la memoria storica. Lucinda Dickens Hawksley, il museo di Bloomsbury e alcuni studiosi hanno scritto una petizione per tentare di impedirne la riqualificazione.

Nel 1838 riscrive su richiesta dell’editore Richard Bentley le Memorie di Joseph Grimaldi, opera dedicata alla vita del celebre clown ottocentesco e lo stesso anno inizia a pubblicare Nicholas Nickleby, a cui seguiranno La bottega dell’antiquario e Barnaby Rudge. Nel 1842 affronta un impegnativo viaggio in America, a turbarlo è la vista degli schiavi, da lui definita “odiosa” e nello stesso anno pubblica le sue note di viaggio, intitolate appunto America, e a seguire il monumentale romanzo Martin Chuzzlewit, che contiene una tale critica verso la cultura e i costumi americani da richiedere in seguito le scuse dell’autore. Gli anni successivi sono altrettanto intensi: visita più volte l’Italia, poi la Svizzera, Parigi, la Germania e il Belgio. Quando è in patria frequenta salotti letterari e fa vita mondana, lega con Tennyson e Thackeray e rafforza la sua amicizia con John Forster, suo primo biografo. Sono gli anni in cui scrive i celebri racconti dedicati al Natale, a iniziare da Canto di Natale, altra opera dickensiana che ha ricevuto immensi riconoscimenti, rielaborazioni narrative e cinematografiche, l’ultima nel 2017 con L’uomo che inventò il Natale. In occasione dell’uscita del film, il Museo Charles Dickens a Londra – si tratta della casa in Daughty Street dove lo scrittore ha vissuto dal 1837 al 1839 - ha allestito un’esposizione relativa al libro, mostrando al pubblico le illustrazioni originali disegnate per la prima edizione da John Leech. Tra il 1846 e il 1849 pubblica Impressioni italiane, Dombey e figlio e un altro capolavoro che lo porta alla gloria: David Copperfield, che contiene numerosi riferimenti biografici e segna la maturità tematica e stilistica di Dickens. Condizioneranno invece le atmosfere dei libri successivi i numerosi lutti che colpiscono la sua famiglia. Tra il 1852 e il 1853 pubblica Casa desolata e Storia d’Inghilterra per l’infanzia, nel 1854 gli scioperi degli operai a Preston ispirano la stesura del romanzo Tempi difficili. Nel 1855 Dickens si trasferisce a Parigi e in questo periodo inizia a scrivere La piccola Dorritt. Rientrato in Inghilterra acquista la residenza di Gad’s Hill Place e comincia il periodo dei viaggi per lavoro, esegue letture pubbliche a pagamento in patria e in America. Nel 1859 pubblica il suo secondo romanzo storico: Racconto di due città e l’anno seguente lavora a Grandi speranze, opera epocale, che conta oltre 250 adattamenti tra teatro e televisione nel corso degli anni. Nel 1863 inizia la pubblicazione de Il nostro comune amico, uno dei suoi più bei romanzi, di cui rischia di perdere parte del manoscritto il 9 giugno del 1865, coinvolto in un incidente ferroviario mentre viaggia con Ellen Ternan, esperienza che lo lascia incolume fisicamente ma non psicologicamente.

Problemi circolatori e cardiaci mettono Dickens a dura prova, ma non gli impediscono di tornare in America nel 1868 e conoscere il Presidente Andrew Johnson, né di portare a termine i suoi cicli di conferenze. L’anno seguente prepara i primi capitoli de Il mistero di Ewin Drood, che resterà incompiuto. Sono le 18.10 del 9 giugno 1870 quando a causa di una emorragia cerebrale Charles Dickens muore. La salma viene celebrata e deposta presso l’abbazia di Westminster pochi giorni dopo. Come ha dichiarato G. K. Chesterton gli uomini che non hanno avuto la possibilità di dire la loro, la massa brulicante e misera della popolazione, quella senza speranze e diritti, ha trovato in Dickens la propria voce: “Perché egli fu forse l’unico di questi uomini falliti ad avere successo”.

I LIBRI DI CHARLES DICKENS



 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER