Jack London: il richiamo del mare e della foresta

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Jack London, al secolo John Griffith Chaney, nasce a San Francisco il 12 gennaio 1876, figlio di un astrologo ambulante irlandese, William Henry Chaney, che dopo circa un anno di convivenza non esita a lasciare la compagna Flora Wellman alla notizia della gravidanza. La madre di Jack, sola e con un figlio da sfamare, sceglie di sposare John London, un contadino vedovo con due figli. Dalle travagliate vicende della sua infanzia, con un padre naturale mai conosciuto, John Griffith Chaney sceglierà di abbandonare il suo nome anagrafico in favore di quello del padre adottivo.




Fin dalla tenera età la vita di Jack è segnata da continui spostamenti in cerca di lavoro e fortuna, la famiglia si muove prevalentemente nei dintorni di Oakland, città in cui lo stesso Jack farà spesso ritorno durante le sue interminabili escursioni per gli Stati Uniti. Nel 1886, all’età di dieci anni, è costretto a lavorare come fattorino nelle consegne di giornali per aiutare la propria famiglia, svolgendo inoltre altre mansioni su treni merci e circoli di Bowling. Ottenuto il diploma di scuola media Jack mostra subito la sua predilezione per l’avventura e la lettura, due passioni che lo accompagneranno per il resto della vita. Nel 1891, grazie ad un prestito ottenuto dalla zia Jennie, compra la sua prima barca con cui naviga la baia di San Francisco come “pirata di ostriche”, salvo passare, nel giro di meno di un anno, sul fronte opposto e lavorare per la guardia costiera della California per combattere il contrabbando di pesce. Nel 1893 inizia uno dei suoi primi viaggi per il mondo, come marinaio scelto su di una goletta diretta in Giappone. Al suo ritorno scrive un resoconto di viaggio che si aggiudica un premio di 25 dollari per giovani scrittori bandito da un quotidiano locale: è l’inizio per Jack della sua attività come scrittore.

Nel 1894 si unisce ad un gruppo di disoccupati che marcia verso Washington per protestare contro la situazione economica, ma presto si allontana dal gruppo e prosegue il giro degli States verso Chicago, poi Buffalo dove viene arrestato per vagabondaggio e poi rilasciato, per proseguire verso il Canada prima di tornare a Oakland. Di nuovo in città, nel 1896, si iscrive al Partito Socialista e viene ammesso all’università di Berkeley dove conosce la sua prima moglie Elizabeth Bessie Maddern, ma non passa nemmeno un anno e Jack è costretto ad abbandonare gli studi per problemi economici; lavora quindi in una lavanderia prima di tuffarsi nella caccia all’oro in Alaska, impresa che non andrà a buon fine ma che frutterà a London numeroso materiale per le successive narrazioni. Di ritorno ad Oakland nel 1898, si sottopone ad una ferrea disciplina per diventare scrittore professionista e negli anni successivi inizia a vendere i suoi racconti e a stringere buoni rapporti con la stampa e con l’editore George Brett della casa editrice Macmillan, che lo sprona spesso per ricevere nuovo materiale. Tre anni più tardi - dopo vari reportage giornalistici di taglio sociologico e sportivo (in particolare sulla boxe) e una mancata elezione come sindaco di Oakland tra le fila socialiste - proprio per la Macmillan, dopo qualche raccolta di racconti di tiepido successo, London pubblica nel 1903 il libro che determina la sua affermazione internazionale: Il richiamo della foresta. Nello stesso anno, innamoratosi di Charmian Kittredge, si separa dalla moglie e dalle figlie Joan e Bess.

Nel 1905 corre nuovamente per la poltrona di sindaco per il Partito Socialista, mancando di nuovo l’elezione. Lo stesso anno, ottenuto il divorzio, Jack si sposa con la seconda moglie Charmian, compagna con la quale porta avanti il duplice progetto della tenuta Beauty Ranch di Glen Ellen in California e dello yatch Snark con cui salpare per una crociera di sette anni intorno al mondo. Tra le altre cose trova il tempo, nel 1906, di sfornare quel piccolo capolavoro che è Zanna Bianca prima di salpare verso le Hawaii, proseguire per le Figi e approdare nel 1908 a Sydney dove, per la prima volta, Jack viene operato chirurgicamente: è l’inizio del suo declino sotto il profilo fisico.

Nei due anni successivi sforna Martin Eden nel 1909, prima di tuffarsi nel progetto faraonico della Wolfe House: una massiccia abitazione in pietra e legno di sequoia che, dopo tre anni di lavori e a sole due settimane dal termine, brucia in un incendio dalle cause ancora misteriose. Nel 1913 iniziano quindi i primi problemi economici per Jack London, uno tra gli autori più prolifici e meglio pagati d’America, mentre proseguono i suoi acciacchi fisici: è ormai consumato dalla bottiglia, i reni sembrano non tenere, ma straordinariamente anche questi avvenimenti, passando tra le abili mani di Jack, diventano l’ennesimo bestseller intitolato John Barleycorn: opera che narra il suo controverso rapporto con l’alcol. Nel 1915 è di nuovo la volta delle Hawaii in cerca di un clima e di un ambiente favorevole per i suoi problemi di salute, ma nel 1916 la condizione fisica di Jack peggiora rapidamente, sono sempre i reni e sempre per causa dell’alcol.

Di ritorno a Glen Ellen il 22 novembre Jack London muore all’età di soli 40 anni: le cause più probabili sembrano essere insufficienza renale, complicata dall’errata autosomministrazione di una dose di morfina per lenire il dolore, ma c’è anche chi parla di complicazioni cardiache, mentre la Divisione di Nefrologia e Ipertensione della facoltà di Medicina della University of North Carolina sostiene che una fotografia di London risalente ai suoi ultimi mesi presenta sul viso i segni di una dermatite da mercurio, metallo utilizzato nella terapia da sifilide. C’è chi, infine, sostiene che la somministrazione errata di morfina sia un tentativo di suicidio, ma sembra la tesi meno probabile. Di certo rimane solo che il nome di Jack London è scolpito nella storia della letteratura moderna.

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