Jules Verne, la macchina da bestseller

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Jules Verne nasce nel 1828 a Nantes, primo di cinque fratelli. Sin da piccolo ama l’avventura e sogna una vita diversa da quella che il padre avvocato ha già pianificato per lui: a 11 anni fugge di casa imbarcandosi su una nave diretta dall’altra parte del mondo, ma il padre lo blocca e lo riporta a casa tenendolo per le orecchie: l’amore per la navigazione però lo accompagnerà per tutta la vita.




Malgrado il poco entusiasmo, Jules si laurea in Legge a Parigi come previsto, ma sfrutta il soggiorno nella capitale francese per entrare nel giro dei letterati e soprattutto nell’ambiente teatrale. Nel 1850 abbandona definitivamente la carriera giuridica – perdendo anche l’appoggio economico del padre, scandalizzato da questa scelta per lui dissennata - per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura: pubblica drammi di scarsissimo successo e alcuni brevi scritti avventurosi per il Musée des familles che invece suscitano molta attenzione: la sua strada come scrittore si decide in quel momento, ma Verne ancora non lo sa. Nel 1852 assume la carica di segretario del Théâtre Historique, per poi passare all’Opéra-Comique e cinque anni dopo trova la definitiva tranquillità economica sposando la vedova benestante Honorine Morel, che ha già due figlie ma soprattutto lo appoggia con entusiasmo nelle sue aspirazioni artistiche.

Passano altri cinque anni e arriva l’incontro con l’editore che lo pubblicherà (svolgendo anche un continuo e preziosissimo lavoro di editing e consulenza) per tutta la vita rendendolo una vera celebrità: Pierre-Jules Hetzel, editore anche di scrittori del calibro di Victor Hugo e George Sand. Esce Cinque settimane in pallone, ispirato alle imprese pionieristiche dell’amico fotografo Nadar a bordo del pallone aerostatico “Le Géant”. Da allora in avanti il ritmo di pubblicazione di Verne diventa di 2 o addirittura 3 libri l’anno (arriverà in tutto quasi a 100 considerando anche le opere postume), una vera e propria macchina da bestseller che lo rende ancora più ricco di quanto non fosse già. Tra un libro e l’altro, torna alla vecchia passione per la navigazione, affitta una casa in una cittadina sull’estuario della Somme e acquista una barca, che battezza Saint-Michel e con la quale gira mezzo mondo. Nel 1870-71 Jules Verne partecipa alla guerra franco-prussiana come guardacoste, ma ciò non gli impedisce di scrivere ben quattro libri.

Il periodo che va dal 1872 al 1889 è forse il migliore della sua vita e della sua carriera artistica: celebre il ballo in maschera organizzato ad Amiens nel 1877 in cui il solito Nadar (al quale è ispirata anche la figura di Michael Ardan, anagramma di Nadar), esce dalla navicella di Dalla Terra alla Luna come una coniglietta di Playboy dalla torta. Ma si sa, le cose belle nella vita a un certo punto finiscono, e il 9 marzo 1886 comincia quello che lo scrittore francese ebbe a definire un “periodo nero”: il nipote 25enne Gaston gli spara in una gamba per ragioni mai chiarite fino in fondo e lo sbatte su una sedia a rotelle. Poi muore Hetzel, e gli scritti di Verne si fanno più crepuscolari e seriosi (cambio d’umore o mancanza di editing? Probabilmente entrambe le cose). Nel 1888, malgrado soffra di diabete, viene eletto consigliere comunale ad Amiens, e qui – al numero 44 di Boulevard Longueville (oggi Boulevard Jules-Verne) muore ormai cieco e paralizzato nel 1905. In suo onore è stato battezzato un cratere sulla Luna. È uno dei 5 scrittori più tradotti al mondo secondo l’Unesco Index Translationum ed è considerato il padre della science-fiction.

I LIBRI DI JULES VERNE



 

 

 
 
 
 
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