Ray Bradbury, il profeta dei libri che bruciano

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Ray Douglas Bradbury nacque a Waukegan, in Illinois, il 22 agosto del 1920, da un elettricista e una casalinga. I genitori scelsero per lui il secondo nome Douglas pensando a Douglas Fairbanks, popolare attore di film d’avventura dei loro tempi. A differenza di quella del suo omonimo, la reputazione di Ray non si distinse per le scorribande tra i mari. Di peripezie ne visse tante, ma nei meandri del suo cervello curioso e dotato di uno spiccato talento per l’invenzione letteraria.




Già dalle scuole elementari, infatti, si distingueva per la sua bravura, per poi eccellere al college (frequentò la Los Angeles High School) incoraggiato da due delle sue insegnanti a perseguire la carriera di scrittore. Bradbury crebbe in California, dove la famiglia si era trasferita a causa della disoccupazione che aveva colpito il padre durante la Grande Depressione. In quegli anni Ray entrò in un club di drammaturgia, con il pallino di diventare attore. Imparò a comporre poesie e racconti brevi da Snow Longley Housh e Jeannet Johnson, due donne che, si dice, rimasero per sempre impresse nella sua mente. Appena diciottenne, nel 1938 si diplomò e lasciò gli studi, che portò avanti come autodidatta, mentre per mantenersi faceva il venditore ambulante di giornali sulle strade di Los Angeles. Trascorreva le notti perlopiù a studiare, in biblioteca.

Tra l’una e l’altra attività, instancabile, si dedicava alla macchina da scrivere. Nel 1938 la rivista amatoriale “Imagination!” fu la prima a pubblicare un suo racconto, e già l’anno successivo uscirono ben quattro dei suoi lavori su “Futura Fantasia”, una fanzine. Per il primo racconto retribuito dovrà però aspettare il 1941, quando Pendulum ‒ scritto assieme ad Henry L. Hasse ‒ uscì su “Super Science Stories”. È il 1943 quando il ventitreenne Bradbury abbandona la vendita di giornali e diviene uno scrittore a tempo pieno. Una scelta azzeccata, a giudicare dal riconoscimento ottenuto nel 1945 dal suo La grande partita bianca e nera, scelto come Miglior racconto breve d’America. A breve distanza arriva anche l’amore: Marguerite “Maggie” McClure, segretaria in una libreria e laureata alla UCLA, diventa sua moglie il 27 settembre del 1947, dopo circa un anno di relazione. Nello stesso anno, Ray vede pubblicata la sua prima raccolta di racconti, Dark Carnival.

Continua il susseguirsi di successi professionali e lieti eventi, con la nascita della sua prima figlia Susan (1949), seguita dalle altre tre sorelle, Ramona (1951), Bettina (1955) e Alexandra (1958). Nel 1950 Cronache marziane, una seconda raccolta, battezza Bradbury come uno dei più apprezzati scrittori di fantascienza, facendo girare il suo nome in tutto il mondo. Non passa che un anno ‒ siamo nel 1951 ‒ che Bradbury torna alla ribalta con il suo lavoro più apprezzato, uno dei romanzi più consigliati e rappresentativi del ventesimo secolo: Fahrenheit 451 , da cui Francois Truffaut trae un bellissimo film: la storia di una società distopica in cui il potere mette al bando la lettura e la polizia è sostituita da speciali pompieri armati di canne sputa-fuoco che riducono in cenere tutti i libri.

Forse proprio grazie all’ormai raggiunta fama letteraria, nei decenni successi Bradbury si dedica alla cinematografia, lavorando come sceneggiatore di film come Moby Dick e la balena bianca di John Huston. In parallelo continua una prolifica attività di romanziere. Un precursore come lui, capace di toccare tematiche che restano di grande attualità e che, pur appartenendo al genere fantascientifico, si collegano anche ai regimi politici attuali, non poteva restare indifferente al progresso della tecnologia. Così, pur preferendo il cartaceo, accetta infine, nel 2011, di far pubblicare Fahrenheit 451 in formato elettronico, dopo anni di resistenza. D’altra parte il suo libro è un elogio della cultura, non della carta. All’età di 91 anni, Ray Bradbury muore a Los Angeles il 5 giugno 2012. Lo annuncia il nipote Danny Karapetian, che twitta: «Il mondo ha perso uno dei migliori scrittori che si siano mai conosciuti e uno degli uomini più cari al mio cuore. Riposa in pace Ray Bradbury, vecchio nonno».

I LIBRI DI RAY BRADBURY



 

 

 

 
 
 
 
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