Richard Matheson: genio e regolatezza

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Era l’estate del 1984. Ero un ossuto sedicenne alto più di un metro e ottanta, con la testa piena di riccioli, di sogni e di pensieri forse poco edificanti ma assai stimolanti. Costretto ad accompagnare i miei genitori in vacanza a Ischia, ne seguivo ciondolando controvoglia le peregrinazioni in qualche viuzza piena di negozi per turisti. Il mio status di “adolescente strano che ama leggere” mi permetteva però almeno lunghe soste nelle rare librerie: in una di queste ‒ Dio, ti ringrazio! ‒ il mio sguardo cadde su una copertina nera schizzata di sangue, una roba tra il minimal e il pacchiano. Ma irresistibile per un sedicenne maschio della mia generazione, per di più uno che quel nome stampigliato in copertina accanto al titolo Shock ‒ Richard Matheson, per la cronaca ‒ lo aveva incontrato già in un volume della serie Classici Urania del 1980, il memorabile Io sono Helen Driscoll. Di lì a chiedere l'acquisto del volume a mio padre e mia madre il passo fu brevissimo: ci fu una contrattazione di qualche tipo, perché si trattava nientemeno che di un cofanetto di quattro volumi (non economicissimo quindi), ma alla fine la spuntai facilmente.




E la mia vita cambiò, perché quel cofanetto oggi esauritissimo e che ancora conservo gelosamente contiene 52 gemme, 52 racconti dei quali almeno dieci vanno nella mia personalissima TOP 100 dei racconti di tutti i tempi e tutti gli autori. Del resto non sono solo io a dirlo, Richard Matheson è considerato un vero titano della narrativa breve: Stephen King una volta disse “Quando è al meglio, non c'è nessuno che stia al suo livello”. Matheson nacque nel 1926 nella cittadina di Allendale, New Jersey, figlio di due immigrati norvegesi, una casalinga e un piastrellista. Dopo la Seconda Guerra Mondiale combattuta in Fanteria, si laureò in Giornalismo all’University of Missouri e si trasferì in California, dove conobbe la moglie Ruth, sposata nel 1952 e che gli avrebbe dato ben quattro figli.

Già dal 1950, quindi dall’età di 24 anni, Matheson pubblica regolarmente racconti su riviste specializzate in Fantascienza, Horror e Fantasy. Parallelamente all’attività di scrittore ne conduce una – molto remunerativa e apprezzata – di sceneggiatore televisivo e cinematografico, firmando 14 episodi per la celebre serie sci-fi “The Twilight Zone”, molti per le serie western “Lawman”, “Have Gun, Will Travel” e “Cheyenne”, per la serie di guerra “Combat!” e per quella gialla “Alfred Hitchcock Presents”, un episodio per la serie classica di “Star Trek” e tre film per la regia di Roger Corman ispirati all’opera di Edgar Allan Poe, “House of Usher” (1960), “The Pit and the Pendulum” (1961) e “The Raven” (1963). Nel 1971 il giovane regista Steven Spielberg adatta prima per la tv e poi per il grande schermo il racconto di Matheson Duel, ottenendo un clamoroso successo in tutto il mondo. Anche numerosi romanzi di Matheson sono diventati film: tra i tanti, Tre millimetri al giorno è diventato il superclassico Radiazioni BX: distruzione uomo, mentre il seminale e geniale Io sono leggenda – che ha ispirato anche George Romero dando origine all’intero filone del cinema di zombie, così en passant ‒ conta ad oggi ben tre riduzioni cinematografiche, diversissime tra loro ma tutte interessanti e amate dagli appassionati di cinema fantastico.

Matheson si è aggiudicato il World Fantasy Award for Life Achievement nel 1984 e il Bram Stoker Award for Lifetime Achievement assegnato dalla Horror Writers Association nel 1991. Nel 2010 è stato ammesso nella Science Fiction Hall of Fame. Una curiosità: nella serie tv X-Files lo sceneggiatore Chris Carter fa apparire un personaggio chiamato Richard Matheson. Il 23 giugno 2013 lo scrittore ‒ che ha sempre condotto una vita tranquilla e lontano dai riflettori ‒ è morto nella sua casa di Calabasas all’età di 87 anni per cause non rese pubbliche dalla famiglia. Matheson avrebbe dovuto ricevere pochi giorni dopo il Saturn Award, il premio che viene assegnato annualmente dall’Academy of Science Fiction, Fantasy and Horror Films, che quindi gli è stato assegnato postumo: “Abbiamo il cuore infranto per la perdita di uno scrittore dal talento torreggiante, dalla fantasia illimitata e dall'ispirazione senza pari”, ha spiegato Robert Holguin, presidente dell’Academy of Science Fiction, Fantasy and Horror Films: “Richard era un genio”. Il sedicenne ossuto che fui non può che confermare.

I LIBRI DI RICHARD MATHESON

 

 

 
 
 
 
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