Ursula K. Le Guin, godspeed into the galaxy

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Ursula K. Le Guin (la K sta per Kroeber, il cognome da nubile) è stata una delle scrittrici più importanti della scena fantascientifica mondiale e ‒ a differenza di molti altri ‒ non ha mai rinnegato, anzi ha sempre rivendicato, la sua appartenenza al genere. L’ambiente l’ha ricambiandola con amore e fedeltà e tributandole cinque premi Hugo e sei premi Nebula, quasi un record. Nacque nel 1929 a Berkeley, figlia di Alfred Kroeber, antropologo di chiara fama, e di Theodora Kracaw, scrittrice. Facile immaginare quindi il clima culturale in cui crebbe: divampò già da bambina in lei la passione per la scrittura: era un’avida lettrice di letteratura fantascientifica e quindi quando all’età di undici anni scrisse la sua prima storia, le venne naturale di inviarla alla leggendaria rivista “Amazing Stories”, che però come era prevedibile la respinse. Poco male: continuò sia a scrivere che a leggere fantascienza.




Nel frattempo si laureava in Letteratura alla Columbia University (prima ancora aveva frequentato la stessa high school di Philip K. Dick, ma i due non si erano frequentati) e si trasferiva a Parigi: sul piroscafo “Queen Mary”, che la portava in Europa, conobbe lo storico Charles A. Le Guin, che sposò nel 1953. Dopo un paio d’anni i coniugi Le Guin tornarono negli Stati Uniti, perché Charles era stato nominato professore prima a Moscow (Idaho) e poi alla Portland State University. Arrivano in questi anni i tre figli della coppia: Elisabeth (1957), Caroline (1959) e Theodore (1964). Mentre “faceva la mamma”, Ursula negli anni Sessanta decise di ritentare la fortuna con “Amazing Stories”, e fu l’inizio di una carriera impressionante.

Il suo primo racconto pubblicato è – profeticamente – l’esordio della saga Fantasy di Earthsea, che alla fine conterà sei romanzi e molti altri racconti. Nel 1969 arriva la notorietà con la vittoria a mani basse di Hugo e Nebula per il romanzo La mano sinistra delle tenebre. Vince nuovamente in coppia i due maggiori premi della SF mondiale con il romanzo del 1974 I reietti dell’altro pianeta

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Nel suo lavoro sono evidenti i temi della militanza ambientalista – in quegli anni tutt’altro che di moda – e la sua simpatia per la controcultura libertaria, che l’ha resa una icona anche in ambienti culturali di solito diffidenti verso la Fantascienza. Nel 2009 torna sulle prime pagine per la sua scelta di dimettersi polemicamente dalla “Authors Guild” in reazione all’accordo firmato dall’associazione degli scrittori statunitensi con Google Books.

Il 22 gennaio 2018, alla veneranda età di 88 anni, Ursula K. Le Guin muore nella sua casa di Portland. La notizia la dà al “New York Times” il figlio Theodore. Subito Stephen King twitta: “Not just a science fiction writer; a literary icon. Godspeed into the galaxy”. Amen.

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