Storie

Febbraio 2011. Radwa è reduce da ben tre operazioni chirurgiche (due delle quali di 9-10 ore ciascuna) al cervello presso il Georgetown Hospital di Washington. Ha ricordi vaghi, spezzettati. Subito dopo uno dei suoi risvegli dall’anestesia, i figli le hanno raccontato delle dimissioni di Mubarak, le hanno detto che in Egitto milioni di persone ballano felici per le strade. Lei allora ha sorriso, nonostante le sofferenze… Fadwa lavora alla BBC, ma suo padre non vuole che esca di casa: le strade del Cairo sono troppo pericolose, la rivolta infuria. Alla ragazza non rimane che seguire tutto alla tv, mentre ascolta i deliri di suo fratello, che è convinto che il presidente Mubarak si sia rivolto alla famiglia della sua ex, Rim, chiedendo a quei demoni di scagliare un incantesimo sul popolo egiziano… Perché quando si parla dei giovani martiri della rivoluzione del Cairo ci si concentra solo sui ragazzi della classe media e della piccola borghesia? Molti di loro venivano invece dai quartieri poveri, erano cafoni vestiti in modo dozzinale e anche se sono morti proprio come gli altri “non sta bene metterli tra le rose sbocciate nei giardini d’Egitto”…
Il settimanale “Internazionale” dedica un numero speciale alla rivoluzione egiziana dell’inverno 2011, capitolo decisivo della cosiddetta Primavera araba. Ma quella stagione di sangue e speranze non viene ripercorsa come ci si aspetterebbe dalla rivista diretta da Giovanni De Mauro attraverso una selezione di articoli della stampa internazionale, bensì attraverso dei racconti (uno a fumetti). I racconti sono stati selezionati da Mona Anis, direttrice della “Cairo Review of Books”, il supplemento letterario del settimanale “Al-Ahram Weekly”, e splendidamente illustrati a colori da Chiara Dattola, Francesca Ghermandi, Franco Matticchio, Emiliano Ponzi, Gipi, Alessandro Lecis, Alessandra Panzeri, Pierluigi Longo: la mini-graphic novel è firmata da Andeel, tra i fondatori della rivista a fumetti “Tok Tok”. Mona Anis ha voluto dedicare l’antologia a Radwa Ashur, scomparsa poche settimane fa proprio a causa del neurofibrosarcoma che l’ha costretta ai ripetuti interventi chirurgici raccontati nel brano che apre questa raccolta. Tra i racconti - tutti letterariamente molto interessanti e sufficientemente “alieni” come si conviene a opere espressione di una cultura diversa e lontana – spiccano il visionario Il demone di Shady, l’amaro Blindati in riviera ma soprattutto il poema Ho visto il giorno, che accosta l’uccisione dei giovani rivoluzionari del 2011 al martirio dell’imam Hussein, nipote di Maometto, massacrato assieme alla sua famiglia a Kerbala nel 680.

 

 

 
 
 
 
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