Un caffè con... Andrea Cati

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Andrea Cati (Cisternino, 1984), separato, laureato in Filosofia all’Università di Bologna, è poeta, blogger ed editore. Per motivi di studio e lavoro ha vissuto a Leeds, Londra, Bologna, Pescara e Bergamo. Ha creato ed è curatore del portale letterario e progetto editoriale Interno Poesia (www.internopoesia.com).




Per quale poeta avresti pagato qualsiasi cifra purché uscisse per IP?
Bellissima domanda. Impossibile rispondere in maniera univoca. Esistono pubblicazioni di valore inestimabile, valore determinato anche dal contesto e dal periodo storico nel quale alcune opere sono state scritte. Personalmente, essendo molto affezionato alle opere prime, cito tre libri imprescindibili, per i quali avrei pagato cifre improbabili non solo per la pubblicazione dell’opera ma per trovarmi vicino all’autore. Ed ecco allora: Il porto sepolto di Giuseppe Ungaretti, Il colosso e altre poesie di Sylvia Plath, La pietra di Osip Mandel’štam.

Come descriveresti brevemente l’idea alla base di Interno Poesia?
L’idea di fondo è semplice, è pop, ed è ambiziosa: promuovere la poesia di oggi e di ieri attraverso un programma chiaro e ben definito di azioni, utilizzando le potenzialità del web e l’amore per la carta stampata. Per fare ciò, dapprima nel 2014 è nato il blog, poi a settembre 2016 l’omonima casa editrice. In futuro ci saranno altre novità, che per ora preferisco non svelare…

I 3 difetti e le 3 qualità che una raccolta di poesie italiana (o straniera) dovrebbe avere per farti venire voglia di pubblicarla...
Non so se si tratti di difetti, per me in effetti non lo sono, ma un’opera deve essere sporcata da esperienze forti di vita, non essere accademica, non rifuggire in maniera programmatica la lirica. Per le qualità imprescindibili rimando alla lettura delle Lezioni americane di Calvino. Credo sia fondamentale il cuore, la competenza linguistica, in definitiva la capacità di fondere in maniera sapiente e poetica: pensiero, esperienza e lingua.

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Da adolescente ho sempre desiderato essere insieme Narciso e Boccadoro, i protagonisti del romanzo di Herman Hesse. Da diversi anni divoro in maniera quasi ossessiva l’alter ego di Philip Roth, Nathan Zuckerman. Vorrei essere lui nel libro Lo scrittore fantasma.

Hai la possibilità di esprimere tre desideri: cosa desidereresti per l’editoria italiana?
1) maggior coinvolgimento della scuola (studenti, insegnanti, dirigenti) nelle attività di promozione del libro (fiere, presentazioni, web).
2) presenza strutturale di una sezione dedicata alla poesia in tutte le librerie nazionali, con maggiore spazi nel cartellone eventi dedicato ai poeti.
3) maggiore collaborazione tra editori, distributori e librai, per alleviare il peso delle rese e favorire una distribuzione più attenta e capillare.

La foto è di Dino Ignani.



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