Un caffè con... Antonella Sarandrea

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Antonella Sarandrea si è laureata in Lettere all’Università La Sapienza e ha studiato per otto anni il pianoforte classico. Ha lavorato come ufficio stampa per le case editrici Il Saggiatore, Marco Tropea, ElleU Multimedia, Cooper, Fusi orari, Donzelli. Nel 2014 ha lanciato la prima edizione del Festival letterario «Encuentro». Oggi è responsabile dell’ufficio stampa di Newton Compton.




Qual è il peggiore errore che un addetto stampa può fare durante il lancio di un libro?
Non leggerlo è il modo migliore per ignorare le potenzialità di un libro e per sbagliare tutta la comunicazione, soprattutto se si tratta di un romanzo. Pur avendo quel tanto di mestiere che ti serve a parlarne, se un libro non te lo guardi per bene sei anche meno capace di trascinare il tuo interlocutore, di suggerire temi o di costruire percorsi possibili. A non leggere si perde anche il divertimento e l’opportunità di mettere il cuore nelle cose che fai. Ma è un errore anche muoversi in ritardo e senza un piano di lavoro.

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario quale sceglieresti?
Corto Maltese. Mi tufferei seduta stante e senza esitare in una delle sue avventure magiche di viaggio, mare e pirati.

Tre qualità irrinunciabili che un buon addetto stampa non può non avere?
Prima qualità: la passione. L’addetto stampa non stacca mai la spina e puoi farlo bene fino in fondo solo se ti piace e se sei disposto a sacrificargli il tuo tempo. Seconda qualità: seguire le notizie e aggiornarsi sempre su tutto. Non puoi restare chiuso dentro il tuo piccolo guscio, devi aprirti alle cose che succedono. Terza qualità: avere buoni contatti, che non vuol dire possedere tanti numeri di cellulare. Significa, soprattutto, avere guadagnato nel tempo la fiducia dei tuoi interlocutori attraverso la professionalità e l’onestà.

Lo scrittore più simpatico con cui hai lavorato?
Paco Ignacio Taibo II. Come fai a non essere ammaliata dal suo brio? e Goffredo Fofi, che sembra burbero ma...

Lo scrittore con cui ti piacerebbe lavorare più di tutti?
Andrea Camilleri. È la mia passione.




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