Un caffè con... Antonello De Angelis

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Classe 1964 da Subiaco, Antonello De Angelis ha impiegato 24 anni ‒ con i piatti in mano tra i tavoli ‒ per arrivare in cucina, ma alla fine è riuscito a entrarci. Indossato il blasone dello chef in un ristorante tutto suo, vede la sua professione come un connubio di arte e cultura tra i fornelli: arte dell’innovazione e cultura della tradizione gastronomica del territorio: un angolo di cultura con angolo cottura. I compagni del suo viaggio sono le donne della sua vita, che ama più della sua stessa professione: per questo, come ebbe a dire un suo amico, può ritenersi “brasato” dalla fortuna! Oste prestato indegnamente alla cultura, da sempre appassionato di lettura, ha voluto vestire i panni dell’organizzatore di eventi, dando vita e contribuendo alla nascita di un progetto ambizioso: Fieramente il Libro.




Fieramente il Libro e il Premio Letterario “Subiaco Città del Libro”: come nascono, quando e cosa li accumuna?
Fieramente il Libro nasce nel 2012 dal desiderio di contribuire all’incremento dello sviluppo sul nostro territorio (Subiaco, valle dell’Aniene – Provincia di Roma), partendo proprio da un fatto storico unico e caratterizzante: la stampa del primo libro con la tecnica dei caratteri mobili in Italia, avvenuta a Subiaco, presso il Monastero di Santa Scolastica, nel 1465 per opera di due chierici tedeschi ‒ Sweynheym e Pannartz, già tipografi a Magonza. Fieramente è un progetto ambizioso, un contenitore al cui interno convivono il Festival Letterario della Parola e il Premio Letterario Nazionale “Subiaco Città del Libro”, nato anch’esso nel 2012.

Quali sono state le tappe più significative nel corso di questi anni?
Sono molti i volti e i nomi che costituiscono i tasselli della nostra storia: ciascuno di loro è stato indispensabile alla realizzazione del nostro progetto. Dalle numerose realtà virtuose nel campo dell’editoria premiate, ai premi speciali Città di Subiaco (il Maestro Pupi Avati, la giornalista Carmen La Sorella, l’attrice Simona Marchini, il poliedrico Alessandro Benvenuti) agli scrittori premiati per la Narrativa Edita. Per non parlare dell’emozione nel vedere da vicino l’originale del “De Oratore” di Cicerone, il primo libro stampato in Italia.

Quali sono le novità dell’edizione 2019?
La novità più importante e senza dubbio legata al Premio Letterario che si arricchisce di una nuova sezione dedicata al romanzo inedito. Grazie alla collaborazione di Mangialibri e della Casa Editrice Homo Scrivens, abbiamo potuto aggiungere questa sezione alla narrativa inedita che prevedeva soltanto il racconto con premio in denaro. Ora, invece, offriamo a giovani scrittori l’opportunità di inseguire un sogno con la pubblicazione del loro “romanzo nel cassetto” ed è per noi motivo di grande soddisfazione.

Come vive la città di Subiaco questa manifestazione letteraria così importante?
Fieramente il Libro, con il suo Premio Letterario Nazionale, rappresenta ormai una realtà radicata nel territorio, grazie soprattutto all’istituzione di una giuria popolare composta da 37 lettori scelti nel territorio, in modo da rappresentare le varie fasce di età, il cui compito è quello di decretare durante la cerimonia di premiazione il vincitore assoluto tra i tre finalisti della Narrativa Edita.

Cosa manca ancora da fare?
Manca ancora molto. Bisogna tenere sempre vivo l’interesse nella cultura quale strumento indispensabile per la crescita e lo sviluppo dell’intera comunità. Pensiamo di inserire nuove sezioni: una dedicata alla saggistica ed una alle tesi di laurea: la prima per creare uno spazio accademico all’interno del Premio, ampliandone l’interesse; la seconda per valorizzare i giovani del territorio.

Scrittura, lettura e cultura nella valle dell’Aniene: qual è il volto di questa sfida?
Le sfide sono sempre stimolanti. Tra le nostre idee ci sarebbe l’estensione del progetto di laboratori di scrittura creativa, dedicati ai soli istituti scolastici città di Subiaco, in tutto il resto del territorio della Valle dell’Aniene. Un’altra sfida interessante ‒ un sogno che accarezzo da molto tempo ‒ sarebbe aprire una libreria o un caffè letterario a Subiaco. La vera sfida è quella creare nelle persone la consapevolezza che ci si possa riappropriare del senso più vero delle parole, facendone un uso pacifico e costruttivo, affinché possano divenire uno straordinario strumento di comunicazione attraverso il quale le distanze e le differenze possono essere annullate. Spero solo di continuare, insieme al Comitato che presiedo, a contribuire a mantenere viva l’identità di un territorio così ricco di storia e di cultura.



 

 

 

 
 
 
 
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