Un caffè con... Fiammetta Biancatelli

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Ha sempre sognato di lavorare nel mondo dei libri, ma confessa che non avrebbe mai voluto fare l’ufficio stampa. Ha cominciato a farlo per necessità della casa editrice nottetempo, di cui è stata uno dei soci fondatori, poi è stata responsabile dell’ufficio stampa di Newton & Compton per molto tempo. Da circa due anni insieme a Ombretta Borgia e Paolo Valentini ha fondato Walkabout Literary Agency. Adesso continua a fare l’ufficio stampa per gli autori dell’agenzia e come free lance cura la comunicazione di varie realtà, come èStoria Festival e Premio letterario Goliarda Sapienza “Racconti dal Carcere”. La foto è di Marco Palombi.




Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Più che vivere la vita di un personaggio letterario c'è “un momento” che l’alta letteratura ha saputo raccontare e a cui penso come una grande lezione di vita che cerco di tenere a mente nel mio quotidiano: penso a Per chi suona la campana di Ernest Hemingway, penso alla giovane Maria che ha alle spalle traumi e dolori, e dinanzi a sé incombe la minaccia della morte. Suo malgrado Maria riesce ancora ad ascoltare la chiamata della vita, e nell’amore per Robert Jordan il passato e il futuro si annullano, conta soltanto il momento presente. Un presente che diventa per intensità ora e per sempre ora. L’amore tra Maria e Robert ci insegna la preziosità, il peso e la levità di ogni istante di vita e ci insegna a onorarla. Glielo dobbiamo alla vita, al miracolo della vita.

3 qualità irrinunciabili che un buon addetto stampa non può non avere?
Innanzitutto umanità, intesa come una grande capacità di rispetto e comprensione umana. Nel percorso che si compie per promuovere un libro s'incontrano tante persone con ruoli e personalità diverse. Dall’autore al libraio, dal giornalista al direttore di testata, dal blogger all’organizzatore di festival. Bisogna capirle e capire come interagire al meglio con loro. Essere duttili, morbidi, ricettivi, capire le loro ragioni e le loro situazioni e allo stesso tempo non perdere la determinazione del proprio obiettivo. Spesso bisogna ritornare sui propri passi diverse volte, per questo anche la tenacia in questa professione è d’obbligo. Non sempre si riesce a raggiungere l’obiettivo in prima battuta, allora bisogna capire se e dove abbiamo commesso noi un errore oppure ci siamo scontrati con un ostacolo oggettivo. E ripartire, non mollare. La tenacia qui è indissolubile dalla pazienza. E poi fantasia: ogni libro ti permette di percorrere una strada diversa, e anche quando trovi delle strade chiuse, devi saper inventare percorsi nuovi, trovare varchi, scovare possibilità. Inventare.

Qual è il peggiore errore che un addetto stampa può fare durante il lancio di un libro?
Non capire a quale giornalista può piacere il libro che si sta lanciando. E ancor prima, non leggerlo.

Lo scrittore più simpatico con cui hai lavorato?
Difficile eleggere il più simpatico tra tanti, anche perché quando affianco uno scrittore per promuovere il suo libro la connessione che si stabilisce è sempre molto stretta. E la simpatia è sicuramente un aspetto caratteriale che aiuta molto nel rapporto tra scrittore e giornalista, più che nel rapporto con me. Di uno scrittore apprezzo moltissimo la capacità di mettersi in gioco e adattarsi alle diverse situazioni che si presentano durante la promozione. Spesso infatti un autore si trova a dover superare alcuni suoi blocchi emotivi o caratteriali. Da parte mia cerco sempre di capire dove sono nascoste le sue fragilità per aiutarlo a dare il meglio di sé in un momento che per un autore è sempre cruciale, non è detto infatti che un bravo scrittore sia bravo a promuoversi. L'aspetto umano del lavoro di un ufficio stampa è forse quello più gratificante, ed è il lato che compensa lo stress e le frustrazioni che fanno spesso parte della partita. In fondo è un lavoro di relazioni e molto spesso nascono delle belle amicizie che durano negli anni.

Lo scrittore con cui ti piacerebbe lavorare più di tutti?
Davvero non so rispondere a questa domanda, forse se potessi scegliere uno scrittore di cui avrei voluto essere l'ufficio stampa, sceglierei Gabriel García Márquez! Scherzi a parte, da sempre mi appassiona la sfida di affiancare un autore esordiente, perché è la sfida più difficile.



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