Un caffè con... Jacopo Masini

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Jacopo Masini, parmense classe ‘74, gestisce l’ufficio stampa di SaldaPress, casa editrice specializzata in fumetti e romanzi grafici nota in particolare per aver portato in Italia la serie cult The Walking Dead di Robert Kirkman. Dopo averla frequentata dal 2001 al 2003, ha collaborato con Scuola Holden e con Holden Art, occupandosi di laboratori di scrittura, narrazione dei beni culturali, audioguide, cicli di conferenze su scienza e narrazione, spettacoli teatrali. È autore di racconti contenuti in diverse antologie o sparsi nel web, e di cinque libri. Ha lavorato a spettacoli con Flavio Oreglio, Barbara Alberti e Vauro e tiene corsi di scrittura da tredici anni.




Oltre che un addetto stampa, ti diletti a scrivere. Lettura o scrittura, quale delle due ti diverte di più?
È una domanda che mi fa venire il mal di mare. Non nel senso che sia una domanda antipatica, anzi, ma perché mi mette in una condizione tale per cui mi sembra di essere sul ponte di una nave mentre ondate gigantesche la sballottano da una parte all’altra. Non so se ci sia una risposta e non so neanche se si possano davvero distinguere le due cose. Se coltivi il desiderio di scrivere ed effettivamente scrivi, mentre leggi un buon libro ti viene voglia di scrivere. Mentre scrivi, invece, pensi inevitabilmente a un sacco di cose che hai letto. È un po’ come se lettura e scrittura fossero due gemelli siamesi, in un certo senso. Comunque, per dare una risposta sensata e non sembrare il tizio che si mette a vomitare dal ponte della nave, posso dire questo: se non leggo un po’ tutti i giorni mi sembra di essermi perso qualcosa del mondo, visto che la lettura ha il dono di portarti lontano nel tempo e nello spazio e di moltiplicare le nostre vite. Se non scrivo per un po’ (ma non capita quasi mai), sto male, mi sento demoralizzato e non capisco perché, finché non mi ricordo che è un po’ che non scrivo.

Qual è il peggiore errore che un addetto stampa può fare durante il lancio di un libro?
La prima risposta che mi viene da dare è: “Non lanciarlo”. Può sembrare cretina, ma non lo è, dal momento che escono così tanti titoli che uno può anche lasciarsene sfuggire qualcuno. A parte le risposte paradossali, però, direi che la cosa peggiore in assoluto è quella di lanciare un libro che non si è letto. I libri, qualunque libro, sono diversi da ogni altro prodotto. Raccontano una storia e non è possibile parlarne e fare in modo che se ne parli senza conoscerla bene. Sarebbe un po’ come se un concessionario provasse a venderti una macchina senza averla mai vista.

3 qualità irrinunciabili che un buon addetto stampa non può non avere?
Allora, prima di tutto direi la curiosità. Deve aver voglia di scoprire ogni giorno cose nuove su come funziona la comunicazione, sui nuovi soggetti che si affacciano in Rete e non – penso agli youtuber, ai magazine online o a giornali meno istituzionali nati in questi anni – e avere il desiderio di cambiare la forma del proprio lavoro. Curiosità significa anche essere sempre disponibili a parlare con chi scrive dei titoli che promuoviamo e tentare di infrangere le barriere che, nel caso specifico, tentano ancora di isolare i fumetti in una nicchia che non ha più alcun senso. Non so se siano tre, ma direi di sì: curiosità, disponibilità e duttilità. Spero di essermela cavata.

Lo scrittore/fumettista più simpatico con cui hai lavorato?
Do una risposta scontata: non ce n’è uno, ce ne sono tanti. Diciamo che quello con cui ho fatto le chiacchiere più belle e con cui ho avuto modo di passare più tempo è stato Ratigher. Ricorderò per sempre un paio di lunghissime serate lucchesi passate insieme a chiacchierare un sacco. E poi mi piacciono da matti i suoi lavori. Se posso aggiungerne un altro, dico Giuseppe Camuncoli. Fine.

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Jim Hawkins, il protagonista e la voce narrante de L’isola del tesoro di Stevenson. Adoro quel libro. Se mi chiedessero di salvare un solo libro, proprio solo uno, direi L’isola del tesoro. E vivere quell’avventura mi piacerebbe da pazzi, specie a quell’età. La vita, se vivi una cosa del genere, si moltiplica subito per cento. Alcune scene del libro me le sento addosso: quando si nasconde nel barile delle mele e sente gli ammutinati che congiurano; quando prende il comando della nave da solo. Insomma, Jim Hawkins.

Stasera devi andare a cena con un personaggio letterario. Con chi vai e dove lo/la porti a cena?
Rispondo d’istinto. Vado a cena con Franny Glass, coprotagonista di Franny e Zooey di Salinger e la porto al giapponese. Ci sediamo, le faccio un sacco di domande sulla sua famiglia pazzesca e le racconto che ho letto un paio dei libri che lei adora. E mi auguro che si diverta.



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