Un caffè con... Maurizio Zicoschi

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Ha una laurea in matematica e ha lavorato per sette anni in diverse aziende informatiche con il ruolo di analista-programmatore su progetti tra i quali la gestione dei permessi ZTL del Comune di Roma, la gestione della mailing list del progetto Millemiglia Alitalia, la gestione delle indagini al Dipartimento Nazionale Antimafia di via Giulia. È diventato libraio quindici anni fa più per amore di una libraia che dei libri stessi. Ma la sua esperienza informatica l’ha da quel momento tutta direzionata su un nuovo gestionale, TiConZeroLibri, che ha creato per la sua libreria. Una sera, insieme a un editore suo amico, Fabio Mandolicchio di Miraggi edizioni, mentre parlavano di personalizzazioni del software, venne fuori l’idea di SatelliteLibri, una piattaforma rivoluzionaria per librai ed editori indipendenti che ha l’obiettivo di cambiare completamente il mondo dell’editoria. La piattaforma nasce nel 2015 e a tre anni di distanza i risultati sono di 168 editori indipendenti in rete e 172 librerie, 48 tra scrittori e autori, e molti lettori appassionati.




Che cos’è il progetto SatelliteLibri e perché nasce?
Principalmente SatelliteLibri (www.satellitelibri.it) è un progetto aperto a tutti coloro che operano nel mondo dei libri, che consente di lavorare in modo sostenibile, trasparente, semplice e veloce. Praticamente è una riproduzione virtuale e virtuosa della filiera del libro: virtuale perché tutto avviene sulla piattaforma informatica e virtuosa perché aspira a avere una chiarezza e una trasparenza che nella filiera reale al momento non c’è. Ci si può registrare gratuitamente con qualsiasi ruolo: editore, libreria, blog, autore, promotore, editor, illustratore, traduttore, addetto alle vendite e lettore. Ognuno ha funzioni adatte al suo ruolo: l’editore potrà fare proposte a librerie, i lettori potranno acquistare online, i blog potranno inserire le proprie recensioni e così via. Editori e librerie sono gli attori centrali di tutto il sistema e il loro rapporto di base è il conto deposito, cosa che tutte le librerie dovrebbero avere dagli editori ma che oggi sembra essere una condizione quasi impossibile per molte delle indipendenti. Attraverso la piattaforma infatti si possono gestire conti deposito controllati pagando esclusivamente il venduto e non tutto ciò che entra in libreria. Ciò consente di avere presenti anche interi cataloghi diventando quindi il braccio di vendita degli editori. Editori che sono aiutati nella scelta dei partner e nella limitazione dei rischi. Nasce con l’obiettivo e l’ambizione di salvare, far crescere e far nascere librerie indipendenti in quanto luoghi indispensabili per un paese che ha un notevole/disperato bisogno di cultura. Ma si rivolge anche alle case editrici indipendenti in quanto luoghi in cui la selezione degli autori e dei titoli non sono assoggettate dalle logiche consumistiche e commerciali della grande editoria, sempre pronta in seconda battuta ad accaparrarsi gli autori che maggiormente si sono resi visibili. Quindi SatelliteLibri difende e sostiene chi maggiormente crede, rischia e investe nella cultura oggi.

Quali vantaggi ha un piccolo editore ad aderire a SatelliteLibri?
SatelliteLibri presenta diversi vantaggi per aziende di tutta la piccola e media editoria ma non solo. Prima di tutto la piattaforma ha l’obiettivo di creare una rete tra i partecipanti alla filiera del libro affinché si conoscano tra di loro e che possano in qualche modo attraverso uno scambio di esperienze sostenersi vicendevolmente. In questo senso la piattaforma nel corso dei suoi tre anni di vita ha assunto un ruolo importante di trait d’union proprio tra i vari editori permettendo partnership e condivisione di idee e di progetti, permettendo loro anche di conoscersi e lavorare con le librerie registrate sparse per tutto il territorio nazionale di cui magari senza SatelliteLibri non conoscevano neanche l’esistenza. Potersi conoscere tra editori e tra librai è estremamente vantaggioso per tutte e due le categorie. Gli altri vantaggi riguardano i servizi che questo sistema offre. Prima di tutto alla base della piattaforma c’è un vero e proprio gestionale (una parte dei gestionali che creo ad hoc per editoria e librerie) che permette di creare, gestire e controllare i conti deposito che vengono dati. Lo stesso editore può proporre il suo catalogo o parte di esso direttamente, come la stessa libreria può vedere i libri dell’editore ed effettuare ordini. La gestione degli ordini e delle forniture avviene automaticamente, ovvero gli ordini si trasformano automaticamente in forniture dal momento in cui vengono accettati e le giacenze di magazzino della libreria si popolano automaticamente non appena comunicato l’arrivo sulla piattaforma stessa, quindi niente inserimento titolo per titolo sia per fare un ordine che per caricarlo. Grazie al deposito e allo scarico delle copie si ha una mappatura in tempo reale di quante copie ci sono di ogni libro e dove. Questa è una novità assoluta perché questo dato sfugge a tutti i gestionali ed è un vantaggio incredibile per gli editori, le librerie e i lettori stessi. Il libraio ha la possibilità di lavorare in conto deposito e altri vantaggi come gli sconti superiori a quelli della distribuzione classica; il lavoro che deve fare in cambio è segnalare l’arrivo della merce e scaricare le vendite tramite la piattaforma in maniera più puntuale possibile, così che tutti possano avere il polso della situazione aggiornata. L’editore stesso così può accorgersi delle giacenze del libraio e non deve più inseguire per avere i rendiconti del venduto; ma neanche per farsi pagare il dovuto in quanto su Satellite esistono una serie di statistiche e classifiche visibili a tutti in cui chiunque può osservare e notare le librerie che vendono maggiormente o che pagano puntualmente. Il fatto che la solvenza delle fatture sia visibile agli altri editori spinge i librai ad essere il più precisi possibile nei pagamenti e può tranquillizzare anche gli editori più scettici e permettergli una selezione dei partner più serena. Insomma i vantaggi sono evidentemente notevoli per i librai ma lo sono ancor di più per gli editori tanto che la piattaforma è completamente gratuita per i librai mentre prende un piccolo contributo (il 2,65 per cento sul prezzo di copertina dopo che l’editore ha incassato il venduto dalle librerie) dagli editori sul venduto incassato. Come si evince dalla irrisoria percentuale richiesta all’editore, la piattaforma non è stata creata per scopi di lucro ma per cambiare il mondo dell’editoria dal di dentro. Il mio obiettivo è che ogni libraio come me sia messo in condizione di vivere con i guadagni della propria libreria. Ritengo che la categoria dei librai sia in qualche modo derubata da anni e ingiustamente tacciata di disonestà, ma soprattutto non messa in condizione di sostenere le spese. Il meccanismo della distribuzione per come ha funzionato fino a questo momento e continua a funzionare fuori dalla piattaforma è mortale, perché è stato tarato per le grandi librerie e i colossi della distribuzione, le cui condizioni non sono neanche lontanamente sostenibili per una libreria o un editore indipendenti.

Parliamo de “I Trapezisti”: che libreria è, la vostra?
La libreria I trapezisti (Via Laura Mantegazza, 37 - quartiere Monteverde) è una libreria indipendente che punta alla promozione dell’editoria indipendente. Abbiamo in giacenza solo titoli delle migliori case editrici indipendenti italiane che sono disposte a lavorare con noi tramite il conto deposito, preferibilmente con la piattaforma SatelliteLibri, ma su prenotazione trattiamo qualunque tipo di libro. Questa scelta è perché la distribuzione classica funziona obbligando il libraio indipendente ad acquistare i libri che entrano nella sua libreria. Se è fortunato gli è concessa la possibilità di pagare a sessanta giorni ma deve pagare comunque tutto ciò che entra in libreria. Un libraio che aprisse una libreria oggi deve rivolgersi alla distribuzione ed entro due mesi pagare tutte le almeno mille copie che ordina per iniziare. Se è un bravo libraio ne avrà vendute un terzo ritrovandosi così comunque affossato e con i debiti fino al collo già prima di cominciare. Creiamo eventi culturali, reading, presentazioni di libri e laboratori per bambini. Il nostro obiettivo è coinvolgere più gente possibile e fare in modo che la libreria diventi un luogo in cui le persone si possano incontrare, conoscere, leggere e scambiare esperienze. Siamo due coppie di librai e ci siamo conosciuti due anni fa attraverso la piattaforma SatelliteLibri per organizzare un evento insieme. In pochi incontri ci siamo conosciuti meglio e ci siamo resi conto di avere molte affinità. Io e la mia compagna Barbara Salsetta eravamo in chiusura della nostra attività ventennale di libreria scolastica e universitaria, stritolata dalla distribuzione nonostante in fatturato di 250.000 euro annui, e stavamo creando eventi itineranti ipotizzando uno spazio libreria nuovo e rivoluzionario. Claudio Madau e Martina Dini volevano trasformare il loro spazio culturale ed hanno colto quel momento per cambiare e creare questa squadra con noi. Lo scopo principale di SatelliteLibri è proprio questo: fare rete non solo per l’incontro tra editori e librai ma anche tra librai che vogliono creare qualcosa di nuovo insieme. Gli stessi colossi che negli ultimi anni hanno aggravato lo stato di salute delle librerie indipendenti occupando il mercato con le loro librerie franchising in cui vengono distribuiti i loro libri in deposito e a sconti molto più vantaggiosi. Questo crea solo una concorrenza sleale e svilisce il lavoro preziosissimo che le librerie indipendenti fanno giornalmente non limitandosi esclusivamente alla vendita dei libri e degli spazi espositivi come tristemente accade nelle librerie di catena, ma creando eventi e appuntamenti importanti per allargare il pubblico lettore in un paese che oggi più che mai ha un disperato bisogno di cultura. È tutto questo sistema che è profondamente sbagliato.

Quali sono i problemi di tutti i giorni che un libraio indipendente ha con i grandi distributori e che i clienti della libreria non conoscono e non capiscono?
Anzitutto c’è da dire che in Italia riguardo la distribuzione si è creato un monopolio con l’aggravante di diversi conflitti di interessi. Faccio riferimento alla situazione di MessaggerieLibri, che è praticamente l’unico distributore nazionale italiano e che è di proprietà di EmmeEffe, una società di cui Messaggerie Italiane possiede il 70% e Feltrinelli il 30%. Messaggerie Italiane possiede 16 case editrici italiane tra le maggiori tramite il gruppo GEMS mentre Feltrinelli come editore non ha bisogno di presentazioni. È evidente che MessaggerieLibri si trovi a distribuire sia editori legati al suo gruppo che editori esterni ad esso, con un chiaro conflitto di interessi. Messaggerie Italiane è proprietario anche del franchising delle librerie Ubik, mentre le librerie laFeltrinelli anche qui non hanno bisogno di presentazioni. Quindi MessaggerieLibri si trova a distribuire anche sia ai suoi franchising e alle laFeltrinelli che alle librerie indipendenti con un altro evidente conflitto di interessi. Se aggiungiamo che Fastbook (il maggiore grossista italiano), Ibs (il più grande e-commerce italiano di libri), Opportunity (il maggior distributore di libri fuori catalogo), Emme Promozione (il più grande promotore di libri), Il libraccio (la più grande catena di librerie dell’usato italiana), Arianna (il servizio che determina le classifiche dei libri in Italia), Alice (il database di tutti i libri pubblicati in Italia) fanno tutti capo a Messaggerie Italiane, ci si può rendere conto delle dimensioni che assume la questione. La stessa Messaggerie gestisce oltre 600 editori, e si ritrova ad avere seri problemi di promozione perché un promotore entra in libreria con più di 600 cataloghi di editori diversi per cui finisce per presentare soltanto quattro o cinque editori, che di solito sono quelli più grandi e più conosciuti. La promozione quindi per le piccole case editrici e per le piccole librerie finisce per essere praticamente inesistente perché la casa editrice in questione non viene proprio citata al libraio e alla libreria viene reso un cattivo servizio nel senso che non viene messa a conoscenza di opere magari straordinarie che in questo modo non possono arrivare al lettore. Solo perché non si trovano edite da quei gruppi che il distributore deve “spingere”. Sulla distribuzione ci sono mille problemi nel senso che i costi di questi intermediari che sono tra gli editori e le librerie sono enormi perché prendono anche oltre il 40 per cento del costo di copertina del libro lasciando ovviamente briciole all’editore stesso e al libraio che lo vende. Così non si riesce ad andare avanti e questo è anche il motivo principale per cui le librerie indipendenti stanno morendo e il motivo per cui le piccole e medie case editrici sono in seria sofferenza.

Le librerie online tipo Amazon o Ibs sono un nemico? Oppure è possibile una coabitazione?
Ribadisco il concetto che le librerie indipendenti sono luoghi reali dove si promuove la lettura, dove si parla dal vivo e si allargano orizzonti e conoscenze umane e letterarie; e questo mi sembra un po’ difficile da rimpiazzare attraverso il web. La tecnologia è parte dell’evoluzione dell’uomo e non va assolutamente fermata. Sicuramente le nuove tecnologie vanno monitorate attentamente dal legislatore altrimenti si rischia quello che è successo, ossia che qualcuno approfitti di leggi fatte con approssimazione o malafede approfittando dell’ignoranza in materia dei più. Sono favorevole alle librerie online come agli e-book che sono delle nuova soluzioni per la diffusione della cultura ma vorrei che anche in questi mondi tutti avessero le stesse opportunità. Il problema dei siti citati non è la loro esistenza in sé quanto le caratteristiche proprie che gli hanno permesso di assumere una posizione così dominante nel loro settore. Per Amazon, il problema è il fatto che gran parte dei soldi vanno a finire all’estero e le tasse non vengono pagate in Italia il che depaupera il nostro Paese due volte. Per Ibs il problema è il fatto che, essendo di proprietà di Messaggerie, fa concorrenza sleale alle librerie facendo un abuso della sua posizione dominante avendo i libri a sconti doppi di quelli fatti alle librerie che sono il 16-20% per i libri scolastici, 20-25% per i libri universitari, 25-30% per i libri di varia, approfittando come Amazon di una legge scellerata come la attuale legge Levi che permette su un prodotto a prezzo imposto come il libro essere scontato del 15% già dal primo giorno di produzione impedendo di fatto la concorrenza alle librerie indipendenti.



 

 

 
 
 
 
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