Un caffè con... Paola Kogoi

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Tre anni fa ha costituito la Kogoi Edizioni, di cui è amministratore, insieme a tre amiche socie; Laura, Letizia e Ursula. Proviene dall’esperienza lavorativa del mondo aziendale, era a Milano, responsabile commerciale di un’azienda svizzera. Ha avuto la prima esperienza con il mondo editoriale con la casa editrice Il caso e il vento di Sandra Giuliani.




Qual è il libro che avresti pagato qualsiasi cifra per far uscire per Kogoi?
Ma l’abbiamo fatto uscire, è il libro su Amazon di Jean-Baptiste Malet! …a parte gli scherzi, sai noi finora abbiamo pubblicato saggi, solo a fine 2016 cominceremo con la narrativa, quindi la scelta dei “saggio indimenticabile” è senz’altro meno emozionale, però senz’altro direi che avrei pagato qualsiasi cifra per far uscire i lavori di Jung. Sono saggi essenziali, secondo me.

Come definiresti il progetto Kogoi in una sola breve frase?
I classici della letteratura, la storia, l’arte, la spiritualità… insomma: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” dicevano già in passato. La nostra mission recita: L’essere umano è per sua natura desideroso di conoscere” quindi noi cerchiamo di stimolarne la curiosità attraverso una produzione culturale orientata verso diversi media, non solo il libro, perché possa arrivare a tutti.

I 3 difetti e le 3 qualità che un manoscritto deve rispettivamente avere e non avere per farti venir voglia di pubblicarlo o fartela passare?
I difetti sono soprattutto relativi allo stile, senza personalità, e all'intreccio, ossia al modo con cui qualsiasi storia viene montata e narrata. Sulle proposte saggistiche i difetti sono la sciatteria del discorso, la non innovatività degli argomenti e la non cura delle fonti. I pregi quindi sono evidenti no?

Se potessi vivere la vita di un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Ma, guarda, quelli che amo fanno sempre una brutta fine, Madame Bovary, Cassandra di Christa Wolf, Anna Karenina. Poi ci sono le “problematiche” come Claudine e Veronika di Musil (Incontri) o Alice di Giordano (La solitudine dei numeri primi, tanto per citare un’opera contemporanea). Mi piacciono tutte ma “vivere la loro vita”, beh… alla fine potrei scegliere di vivere la vita di Miss Marple della Christie che riusciva sempre a risolvere tutto, ma la vera risposta è Orlando dell’omonimo libro di Virginia Woolf. Sì, avrei proprio voluto vivere la sua vita.

Hai la bacchetta magica per un giorno: cosa fai per l’editoria italiana?
Con la bacchetta magica, in una nuvola di porporina d’argento e d’oro (adoravo la porporina da piccola), faccio spuntare dal nulla tante iniziative per promuovere il piacere della cultura, della bellezza e della lettura per ragazzi nelle scuole. Di colpo tutti i soldi dedicati agli armamenti e alla corruzione confluiscono come un fiume gioioso verso la scuola e verso la valorizzazione della cultura – e non del “culturismo” come pensare alle partite di calcio al Colosseo! – perché il nostro diventi veramente un Paese diverso. Il beneficio sarebbe per tutti e per l’editoria come diretta conseguenza.




 

 

 

 
 
 
 
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