Un caffè con... Stefano Giovinazzo

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Stefano Giovinazzo, 35enne romano, una laurea in Comunicazione e un tesserino da pubblicista. Ha fondato “d’istinto” la casa editrice indipendente Edizioni della Sera a cui si sono affiancate negli anni l’agenzia letteraria Studio Garamond e da luglio 2015 il marchio editoriale Roma per sempre.




Qual è lo scrittore italiano che pagheresti qualsiasi cifra pur di avere nella tua scuderia?
Per il mio amore per Napoli direi Maurizio De Giovanni, senza dubbio. Per ora mi sono accontentato di una fascetta firmata sul libro di Danilo Arona, “Rock”: una gran frase di fascetta, tra l’altro.

Se tu potessi avere una storia d’amore con un personaggio letterario, quale sceglieresti e perché?
Domanda che evado. Sono troppo concentrato a dividere affetti e lavoro.

I 3 difetti e le 3 qualità che un manoscritto rispettivamente non deve avere e deve avere per farti venir voglia di pubblicarlo.
Tre difetti che spesso riscontro in un manoscritto: troppo ampolloso, troppo ripetitivo, nessuna novità. Tre qualità: invenzione, stile asciutto, incipit geniale.

Hai la bacchetta magica per un giorno: cosa fai per l’editoria italiana?
Metto a un tavolo editori, librai, distributori e li faccio ragionare sulla sostenibilità del mercato editoriale italiano.

Le Fiere del libro sono utili sì o no?
Sono utili nella misura in cui si sostiene il prodotto libro e gli editori partecipanti creando un equilibrio tra le parti. Se si limitano a fiere commerciali per rivedersi e dirsi le solite cose non credo servano a molto. Devono essere un’opportunità per gli editori e i lettori di entrare in contatto.



 

 

 

 
 
 
 
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