Un caffè con... Tommaso Gobbi

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Si occupa dell’ufficio stampa Longanesi, lavoro a cui - confessa - puntava soprattutto per le cene e gli aperitivi, altro che la Letteratura. Ha 33 anni, ma è sicuro che non porti poi così sfiga.




Con quale personaggio letterario prenderesti volentieri un caffè, invece che con me?
Con Henry “Hank” Chinaski, protagonista della maggior parte dei romanzi e racconti di Bukowski e suo alter ego. Oppure con il Nick Molise di John Fante. E in entrambi i casi non si tratterebbe di un caffè!

Come si diventa responsabili di un ufficio stampa e che consigli daresti a chi volesse diventarlo?
A questa è facilissimo rispondere: il responsabile non sono io! Me la cavo così, che dite?

Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro e quale meno?
C’è un momento che arriva dopo settimane passate a lavorare su un evento importante, una grossa presentazione, un libro e un autore a cui si tiene in maniera particolare. Un momento che arriva magari in estate, in un teatro all’aperto. C’è anche della musica e qualche nome noto ha accettato di fare da testimonial. La platea è strapiena, e non capita sempre, anzi. Tutto fila liscio, c’è la direzione del gruppo nei posti riservati delle prime file, sembrano proprio soddisfatti. Tu hai appena fumato l’ultima sigaretta, prima che tutto cominci e finalmente ti siedi e c’è già qualcuno sul palco che sta dicendo qualcosa che in quel momento ti sembra meravigliosamente poetico. È in quel momento lì che allunghi le gambe, ti appoggi allo schienale e senti la tensione sciogliersi e ti viene da sorridere perché è un bel lavoro, perché è una bella fortuna fare il lavoro che ti piace. Ma c’è anche un momento che arriva magari d’estate, magari in un teatro con la platea troppo vasta. Il testimonial famoso che doveva venire ha avuto un imprevisto all’ultimo e “Non ce la faccio proprio, scusatemi tanto”. Magari è appena piovuto o sta ancora piovendo. O magari c’è una manifestazione in centro o la giunta comunale si è appena dimessa e quella maledetta platea è più vuota di una scuola in agosto. E hai anche finito le sigarette. E chi cavolo me l’ha fatto fare tutto ‘sto sbattimento? E adesso come glielo spiego allo scrittore di turno perché nessuno è venuto a pendere dalle sue labbra?

3 qualità imprescindibili per un addetto stampa. Una immagino sia la pazienza, ma magari sbaglio...
Direi entusiasmo, un pizzico di diplomazia e molto paraculismo.

Lo scrittore più simpatico con il quale ti è capitato di lavorare?
Eddai, questa è scorretta! Dovrei restare su un qualche nome straniero per la suddetta diplomazia, ma non posso non citare Giulio Giorello. È un figo pazzesco, un uomo che ti imbambola con l’ermeneutica, Schopenhauer e massimi sistemi ma che 4 secondi dopo ti racconta l’ultimo numero di Topolino o la sfida tra Tex Willer e Mephisto, possibilmente mentre ordina uno scotch.

Ci racconti un segreto di un autore famoso che hai conosciuto? Non lo diciamo a nessuno...
Questa è ancora più scorretta. Ma c’è un autore che a una festa ha ballato a lungo con un travestito convinto di ballare con una donna. Gli va riconosciuto che quando glielo hanno spiegato, non ha battuto ciglio e ha continuato a ballare. Non dirò di chi si tratta, né dove è successo, né se ero presente, ma sappiate che lo conoscete di certo.

Sei sempre molto disponibile nei confronti di Mangialibri. Ti posso chiedere perchè, a tuo parere, alcuni tuoi colleghi lo sono... un po’ meno?
A discolpa dei miei colleghi posso dire che siamo sempre con la testa sott’acqua, non abbiamo un minuto neanche per respirare (ed ecco qui la diplomazia). Per quanto riguarda me, se posso accontentarvi lo faccio volentieri: siete sempre gentili e in gambissima (ed ecco qui il paraculismo)!



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