Vetrina di Natale – Parte 2: uguali e diversi

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Quali libri regalare per Natale ai nostri bambini? Continua il nostro viaggio in tre parti tra le più belle strenne 2017. Questa volta ci occupiamo di quattro albi illustrati pieni di idee, in cui i temi della diversità e l’uguaglianza sono osservati da punti di vista diversi ma mai banali.




In un’epoca in cui i gattini su Facebook attirano più attenzione dei “conterranei” umani, viene da pensare che le battaglie animaliste abbiamo ormai il fiato corto. Ma i social, si sa, hanno un effetto distorsivo rispetto alla realtà e i maltrattamenti nei confronti degli animali , vittime per definizione dei comportamenti degli uomini, sono purtroppo ancora di stretta attualità (anche non conteggiando nel novero gli hamburger, come vorrebbero vegani e vegetariani). Sei come me! (Sonda) scritto da Jean-Baptiste Del Amo e illustrato dalla brava Pauline Martin, è un esempio di scuola di come trattare l’argomento con delicatezza, sensibilità, senza il peso dell’ideologia. Nelle pagine si alternano situazioni in cui i protagonisti sono cuccioli animali e umani, accompagnate da brevissimi testi che spiegano via via quanto simili in fondo siano tra loro: “Come te, faccio parte di questo mondo fragile e bello, vi facciamo parte tu e io, tutti insieme./ E anche se siamo diversi, anch’io ho un cuore che batte./Io sono come te!/Tu sei come me!”.

Di animali e bambini si parla anche in Roar (Il Castoro), ma questa volta sono i toni ironici a prevalere. Il bambino protagonista vorrebbe ottenere l’ambito Diploma da Leone ma per riuscirci l’unica possibilità è seguire il corso in 7 passi tenuto dal re della Savana in persona. Le differenze tra un cucciolo umano e il felino più grande della Terra non sono poche in effetti ma il piccolo è tenace e, soprattutto, non è il tipo da farsi scoraggiare da primi insuccessi. Così tra un balzo un po’ scarso e un ruggito da rivedere si arriva alla prova decisiva: “Fare la guardia agli amici”. Jon Agee confeziona un picture book che strizza l’occhio a Jon Klassen e Oliver Jeffers, con una comicità “sotto le righe” adatta ai piccoli lettori (e anche ai meno piccoli). Per leoni dentro…

Prendete la spigolosa geometria di un rettangolo rosso, con quel suo mettersi di traverso e la sua intangibilità da stele antica. Ora pensate invece a una lucertola verde smeraldo, rapida, sgusciante, sinuosa. Bene. Immaginate a questo punto che la loro diversità abbia portato ad una lunga quanto incomprensibile guerra tra i rispettivi popoli e avrete l’esordio surreale di Lucertole verdi e rettangoli rossi. Scritto e illustrato dall’inglese (anzi dallo swindownese) Steve Antony, è un albo bizzarro e poco ortodosso sul tema della guerra e della pace visto dalla prospettiva straniante dei protagonisti. Lucertole e rettangoli dopo aver sperimentato innumerevoli modi di scontrarsi (la parte più spassosa del libro) e un tentativo di tregua finito male, scoprono, per sfinimento, che è possibile convivere tra loro senza darsi battaglia. Un inno bicromo e anticonvenzionale al valore della pace.

Che c’è di più distante tra il ballo e una partita di rugby? Daniele Bergesio e Francesco Fagnani provano a colmare (almeno in parte) questa distanza con Una partita in ballo, pubblicato in Sottosopra, la collana di Giralangolo contro gli stereotipi di genere. Il protagonista, Tito, è un Billy Elliott che non sa ancora di esserlo. Ma il suo sogno, nonostante l’innato talento per il ballo e un fisico un po’ leggerino, è giocare a rugby. Contro tutto e tutti Tito riuscirà a convincere l’allenatore a concedergli un’occasione e la partita finalesi trasformerà imprevedibilmente nel suo trionfo. L’idea di fondo – non costringere i talenti e soprattutto le passioni dei bambini in steccati troppo rigidi – è raccontata da una storia minima ma coinvolgente, mentre le illustrazioni dal gusto un po’ retrò di Fagnani giocano con eleganza sul dinamismo (e la mole) dei rugbisti opposto a quello del ballerino in erba, fino al crescendo finale dell’ultima meta. Il nuovo mantra è: “Secco come un cracker, ma leggiadro come un ballerino”.

LEGGI VETRINA DI NATALE PARTE 1



 

 
 
 
 
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