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007 Vendetta privata

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James Bond non ha mai visto Felix Leiter così teso. Sono già cinque volte che gli ha chiesto se si è ricordato le fedi nuziali. Il matrimonio con Della però non è la sola cosa a preoccupare l’agente della CIA e amico con il quale ha affrontato più di una missione. Durante il suo addio al celibato – del quale Bond non ricorda nulla – Leiter è stato informato che il trafficante internazionale di droga Franz Sanchez potrebbe trovarsi sul suolo americano per farla pagare a un suo socio che ha avuto l’ardire di sedurre Lupe Lamora, la sua bella e volubile amichetta. L’occasione di mettere le mani su quel bastardo è ghiotta, anche perché ottenere l’estradizione è impossibile visto che metà delle autorità del Sud America sono sul suo libro paga mentre l’altra metà l’ha spedita al cimitero. La soffiata è stata confermata dal locale agente Hawkins, della DEA di Key West. Il matrimonio s’ha da fare, ma non immediatamente. Nel frattempo Sanchez e i suoi tirapiedi hanno colto il flagrante Lupe con Alvarez. Lei se l’è cavata con una buona dose di scudisciate dalla sferza di coda di razza di Sanchez mentre Alvarez giace morto, mortalmente colpito al cuore che ingenuamente aveva donato a Lupe…

007 Vendetta privata altro non è che la novelization della sceneggiatura dell’omonimo film (diretto da John Glen, con Timothy Dalton) scritta da John Gardner, lo scrittore che si è fatto carico di raccogliere l’eredità di Ian Fleming negli anni ’80. Trattandosi di fatto della trasposizione letteraria di un film, gli umori della narrazione sono prevalentemente visivi con il prolifico autore inglese (alla sua nona avventura con Bond) che reitera con mestiere una formula che ha sempre funzionato abbastanza bene. Qui, oltretutto, senza neanche doversi arrovellare più di tanto nell’essere originale, dato che, come richiesto, racconta fedelmente la sceneggiatura di Michael J.Wilson e Richard Maibaum. Vendetta privata, uno dei film più ingiustamente sottovalutati della saga di 007, racconta di un James Bond freddo e determinato nel vendicare l’amico Felix Leiter e sua moglie Della, colpiti dal furore cieco del trafficante internazionale di stupefacenti Franz Sanchez, incarnazione cinematografica del signore della droga Pablo Escobar, il cui motto, plata o plomo (argento o piombo) rappresenta una delle citazioni più icastiche e veritiere di un certo modo di intendere le attività criminose. Escobar infatti, come il suo alter-ego letterario/cinematografico Sanchez, è tanto spietato nel freddare i suoi nemici quanto generoso nel comprare la lealtà di agenti, funzionari e politici vari, godendo quindi di una sorta di passaporto di rispettabilità e immunità che gli consente di essere una figura oltre che temuta, rispettata da ampie porzioni della società. Nello specifico, Sanchez è il “padrone” non tanto nascosto dell’immaginaria repubblica delle banane di Isthmus, retta da un fantoccio corrotto come presidente a vita, con un casinò frequentato da facoltosi stranieri e una banca disposta ad assecondare le operazioni finanziarie più spericolate dei suoi ambigui clienti. Bond, per completare la sua vendetta privata e sgominare i progetti di egemonia del mercato di stupefacenti di Sanchez si farà aiutare dalla carismatica agente della CIA Pam Bouvier e da un inedito Q in modalità “operativa”. In Vendetta privata l’agente segreto più famoso del mondo dimostra ancora una volta di saper stare al passo con i tempi, in un’opera cupa e asciutta alla quale l’esperto Gardner ha reso sapientemente giustizia.