Salta al contenuto principale

101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro (senza dover baciare tutti i rospi)

101modiprincipeazzurro

Non esistono formule magiche in amore, sostiene la scrittrice Federica Bosco, che però si sente in dovere di dare consigli a tutte le donne in cerca del Principe Azzurro, in virtù della sua esperienza nel campo, diretta o indiretta, a causa di tutti i rospi che lei e le sue amiche hanno dovuto baciare senza che questi si trasformassero “in niente di meglio che un giullare di corte”. Anche se tale obsoleta dicitura per gli uomini ideali sia fuori luogo nel terzo millennio, è ancora molto diffusa, a indicare che le donne, mamme protettive e vulnerabili, restano inguaribili romantiche. La Bosco stila così questa lista di caratteristiche che descrivono come un Principe Azzurro NON deve essere, e tale elenco può essere riassunto con due parole chiave: Equilibrio e Rispetto. Per star bene in coppia è importante stare bene prima di tutto da sole, avere i propri spazi e la propria individualità, restando forti a sufficienza da non crollare se la coppia va male. Inoltre la libertà va conquistata e pretesa ma anche concessa: lasciare libero il partner di esprimere la propria identità è fondamentale. Insomma: per pretendere un Principe, bisogna essere Principesse, perché là fuori è pieno anche di uomini che non vedono l’ora di innamorarsi…

Non è un libro recente, la prima pubblicazione risale infatti al 2007, e la lettura oggi ne risente perché è davvero un po’ troppo saturo di banalità e luoghi comuni. Brutalmente sincero, lo stile di Federica Bosco è però indubbiamente riconoscibile, col suo fine sarcasmo e la sua ironia pungente, cui non mancano anche brani e incisi spassosi, ma le parti divertenti non bastano a collocarlo tra le sue opere migliori. La Bosco si rivolge direttamente alle lettrici in 101 capitoli-punti contenenti i campanelli d’allarme che devono mettere in fuga le delicate donzelle da quegli uomini brutti e cattivi: le mette giocosamente in guardia dalle caratteristiche peggiori con le quali ha avuto a che fare personalmente o tramite i racconti delle amiche, aggiungendo aneddoti di vita personale. In molti capitoli utilizza fiabe – o parodie – per introdurre il tema, creando così buffi parallelismi, ma a volte ridicolizzandole in un tentativo (non sempre riuscito) di essere divertente. La scrittura è scorrevole, leggera e veloce, ma la banalizzazione di temi complessi può infastidire. Numerosi i riferimenti a serie e programmi tv, quotidianità o a temi di attualità che lo rendono più vero. C’è tuttavia da sperare che il pensiero sia estremizzato a favore editoriale e che la Bosco non veda davvero così marcate differenze di genere. Inoltre alcuni dei punti si ripetono solo rinominati, altri sono palesemente messi lì a riempire uno spazio. Il centunesimo è addirittura vuoto, deve essere riempito dalle lettrici. Per fortuna comprende anche consigli (ma troppo pochi) alle “Principesse” e ai “Principi”, per una migliore convivenza. Sono presenti illustrazioni in bianco e nero di Luisa Montalto, molto semplici e un po’ adolescenziali, in stile con l’opera.