Salta al contenuto principale

1980

Autore
Traduzione di
Genere
Articolo di

Inverno 1980. Nel nord dell’Inghilterra imperversa lo Squartatore dello Yorkshire, un serial killer che uccide donne a martellate e coltellate. La gente è in preda al panico, la polizia brancola nel buio, l’assassino uccide per la tredicesima volta. Viene inviato nello Yorkshire Peter Hunter, vicecapo della polizia di Manchester, a tirare le fila di un’indagine complessa e a indagare su chi ha indagato finora. Tra diffidenze, vecchi rancori, corruzione e boicottaggi, Hunter inizia il suo lavoro. E’ finita l’era dei Beatles, svanita la favola della swinging London. Via le minigonne, il beat, James Bond: arriva l’inverno della crisi economica, della guerra contro l’Argentina, degli scioperi, delle file all’ufficio di collocamento, dello smantellamento dello stato sociale, della repressione. Una stagione livida, con l’aria che pesa come una cappa di piombo. Lo sfondo ideale per le gesta efferate di un assassino seriale, lo spietato Squartatore dello Yorkshire...

Un personaggio della cronaca nera come tanti per la maggior parte di noi, un’ossessione per l’adolescente David Peace, che al momento della cattura del maniaco scoprì che si trattava di un suo vicino di casa. L’orrore fuso alla quotidianità, la morte che sfiora la nostra esistenza senza che ce ne si renda conto. Peace ha dedicato alla vicenda una saga letteraria in più parti, il ciclo del Red Riding Quartet: in Italia sono arrivati 1974 e 1977 (pubblicati negli anni scorsi da Meridiano Zero e riediti da Il Saggiatore), questo 1980 e Millenovecento83, per ora solo in esauritissima edizione Marco Tropea. Ogni romanzo descrive un segmento di tempo ben preciso, aggiungendo fiction ad una spina dorsale presa di peso dalle pagine dei giornali di venti, trenta anni fa, e sempre da un diverso punto di vista: i protagonisti infatti mutano ogni volta. Giornalisti, professionisti, poliziotti: tutti accomunati da un destino di frustrazione, rabbia, malinconia, sconfitta. Tutti all’ombra della morte della quale lo Squartatore è il zelante araldo. Lo stile di Peace gioca con registri diversi, dal flusso magmatico poesia/prosa alla sequenza secca dei dialoghi, come in una sceneggiatura cinematografica. Il thriller mainstream è lontano anni luce, siamo dalle parti del noir più plumbeo e deprimente. Al bando scazzottate, inseguimenti, detective alla Marlowe, pupe inguainate nel raso, rilievi della Scientifica. Tra scaffali pieni zeppi di cartelline di cartone colorate, telefoni grigi a disco, nebbia e beghe tra colleghi, Peter Hunter, il ‘santo stronzo’, indaga.