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2119 - La disfatta dei Sapiens

2119 - La disfatta dei Sapiens

2119. La popolazione mondiale è stata decimata dalle “Grandi Catastrofi”: lo scioglimento dell’Antartide, l’innalzamento delle acque che ha portato sotto il livello del mare gran parte dell’Africa e dell’India, determinato epocali migrazioni di interi popoli, e condotto sull’orlo dell’estinzione quasi tutte le specie animali viventi. L’umanità è ridotta a tre miliardi di esseri umani: da una parte ci sono i migranti, che vivono negli Agglomerati, privi di diritti, aggrappati ai social media e all’illusione di potersi elevare, un giorno, allo status di super influencer che consente l’accesso a qualche briciola di privilegio; dall’altra ci sono i Crem - “Certificated Rich Endless Member” - appartenenti a poche famiglie ricchissime, che abitano città ad elevatissima tecnologia riunite nelle Confederazioni. Il sistema è fondato sulla “Legge dell’Equilibrio”, alla base della quale c’è un principio semplicissimo: “chi è ricco resta ricco per sempre, e chi è povero resta povero”. Confederazioni e Agglomerati sono dominati dal Consorzio, che ha il controllo del web, e produce i J- JREX, impianti biocibernetici in grado di modulare atteggiamenti, emozioni, proteggendo chi li indossa persino dai sentimenti, al prezzo di una nuova forma di dipendenza. Tra i Crem, ridotti a “conchiglie vuote, abitate di volta in volta dai desideri pilotati dalle strategie di marketing del Consorzio” portare l’impianto è divenuto quasi un obbligo, più che una convenzione sociale. Il potere del Consorzio rischia di diventare ancor più pervasivo con l’introduzione del “progetto Alq”, presentato come “un algoritmo di nuova generazione” in grado di fermare “ogni deriva violenta della rete”, dietro cui si nasconderebbe in realtà un’intelligenza artificiale diffusa: “una specie di cervello potentissimo ideato per soggiogare gradualmente il web divenendone l’unica volontà, pilotata dagli azionisti di maggioranza del Consorzio”. I giornalisti di “Holly”, l’unica testata del pianeta concepita e diretta da esseri umani, hanno in mano una prova schiacciante: un video che mostra con chiarezza la manipolazione mentale di due individui, ripresi nel momento esatto in cui i loro impianti determinano una inversione completa di rotta circa le loro convinzioni nei confronti di un prodotto. Ma l’intera redazione è sotto processo con accuse - tanto pesanti quanto pretestuose - di cospirazione e terrorismo. A poche ore dall’emissione della sentenza, Quotto, un hacker sostenitore della testata, riesce a introdursi nel sistema del tribunale, e a sottrarre il file contenente il pronunciamento della corte: quattro redattori verranno condannati all’ergastolo, altri a scontare pene gravose. “Holly” verrà chiusa. È lo stesso Quotto a fornir loro la soluzione: fuggire con una imbarcazione, navigare sino a Flutur, isola fantasma degli Stati Disgregati dell’Europa su cui il Consorzio non esercita alcun controllo...

“Nel XXII secolo si può comprare davvero tutto. Tutto tranne la libertà. Il prezzo della perfezione è la rinuncia progressiva al libero arbitrio”. Dici Sabina Guzzanti, e pensi subito a programmi satirici come La TV delle ragazze o Avanzi, condotti da Serena Dandini, a RaiOT, alle folgoranti imitazioni di Moana Pozzi, Valeria Marini, Giorgia Meloni, Lucia Annunziata, Massimo D’Alema, Silvio Berlusconi. Pensi all’autrice de La Trattativa, osteggiato film sui contatti e sugli accordi Stato - mafia, presentato fuori concorso alla 71a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia - se ve lo foste persi, lo trovate sul sito RaiPlay - a docufilm come Draquila, e Viva Zapatero!, premiato con un prestigioso Nastro D’argento come miglior documentario nel 2006. In 2119 - La disfatta dei Sapiens, suo romanzo di esordio, l’autrice dipinge una società post-apocalittica provata dai cataclismi determinati dal cambiamento climatico, rigidamente separata in due sole classi sociali, entrambe schiave dei subdoli meccanismi manipolativi dei pochi che governano il web e le piattaforme social ed e-commerce. Il lettore si divertirà a scovare e approfondire le numerose tematiche - tra cui spiccano il transumanesimo e l’analisi delle conseguenze di un sistema capitalistico privato di ogni controllo - che danno corpo a una trama originale e ben strutturata, frutto di un raffinato e ben calibrato mix di fantasia, ironia, inventiva, lettura e interpretazione dei fenomeni sociali e politici, con una luminosa traccia di speranza che nei capitoli finali suona quasi come una chiamata alle armi per chi ha deciso di non arrendersi ad un destino di autodistruzione che appare ogni giorno più inevitabile. Qualche ingenuità narrativa (si veda la sequenza con cui viene spiegata l’origine dell’insegna della testata “Holly”) non toglie il gusto ad una buona storia: imperdibile per gli amanti dei gatti - che finiscono con l’occupare pagina dopo pagina un ruolo di primissimo piano-, e per chi abbia apprezzato Don’t look up, il sarcastico capolavoro di Adam McCay con Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrance, Cate Blanchett e Meryl Streep.