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30 giorni per capire l’autismo

30 giorni per capire l’autismo

Giorno 3. Un pittore russo si mise in testa di far suonare le forme e i colori per far sì che, guardando le sue tele, si potessero ascoltare la rigidità del quadrato e le note squillanti del triangolo. Si trattava di Vasilij Kandinskij, maestro dell’astrattismo e della sinestesia, la sensazione di vedere i suoni o sentire le geometrie. Succede la stessa cosa anche a molte persone autistiche… Giorno 5. Hai paura degli ufo e degli extraterrestri? Ti fanno tremare i rumori sospetti o pensi, talvolta, che siano stati strani bagliori a svegliarti nel buio della notte? Niente panico! Siamo tutti un po’ alieni. Non di quelli con la pelle verdognola e gli occhi grandi: siamo diversi l’uno dall’altro e spesso compiamo gesti bizzarri o ci sentiamo persi nel cosmo. E va bene così… Giorno 12. Prendi un libro, vai sul divano e scegli una posizione scomoda, molto scomoda. Dopo pochi minuti, nonostante la lettura ti abbia rapito, comincerai a sentire dolorini insoliti e forse avrai capogiri; scoprirai però anche nuovi modi di respirare e di sentire il corpo. Sei sempre tu, con qualche percezione in più… Giorno 28. Cosa hanno in comune lo scoiattolo di L’era glaciale e Paperino? Quando parlano non sai mai esattamente cosa dicono: farfugliano, balbettano oppure non dicono una parola, eppure si fanno capire. Sono, infatti, bravissimi nella comunicazione non verbale e usano il corpo e le espressioni facciali per entrare in sintonia con gli altri…

Un’attività al giorno per un mese. Che sia una poesia da leggere insieme o un gioco movimentato, la filosofia di questa guida è procedere un passo alla volta, metodo che funziona perfettamente in tutte le cose della vita. Il titolo fa parte di una collana che la casa editrice uovonero dedica alla cultura della diversità e dell’inclusione e affronta condizioni particolari, come i disturbi specifici dell’apprendimento e i disturbi visivi; si occupa cioè di persone con neurodiversità. Ma cosa significa essere neurodiversi? Lo spiegano bene le autrici: “Immagina che il tuo cervello sia uno smartphone. Nel senso che ha tante app che servono a fare cose diverse: calcolare, leggere, giocare, comunicare con gli altri… Non tutti usano la stessa app per fare la stessa cosa. Tutte le app funzionano in modo diverso e ognuno ha le sue preferenze. Anche i nostri cervelli funzionano in modo diverso uno dall’altro e ognuno affronta i compiti a modo suo con le sue app”. Vuol dire che il cervello delle persone autistiche si sviluppa e funziona in modo alternativo rispetto a quello dei neurotipici: nulla di sbagliato, sono semplicemente modi diversi di essere. Dopo poche pagine di introduzione per prendere familiarità con il tema, ecco 24 challenge originali e divertenti e, infine, 6 approfondimenti. Le sfide sono realizzabili a scuola, a casa, nella vita reale insomma, e non sono prive di umorismo. Il punto di forza di questo libro è sicuramente la possibilità di usarlo anche senza l’aiuto dei genitori (è consigliato dai 10 anni in su), grazie a regole semplici e con le chiare illustrazioni di Andrea Q. Le parti divulgative, invece, hanno come scopo primario la buona comunicazione e puntano a un obiettivo alto e imprescindibile: mettersi nei panni degli altri per capire e trovare assieme soluzioni per superare difficoltà e ostacoli.