Le parole segrete

Cinque secoli dopo una misteriosa catastrofe che ha spazzato via il vecchio mondo e i vecchi dei, un nuovo ordine soffocante e bigotto governa con pugno di ferro: la magia è proibita, l’immaginazione guardata con disapprovazione, i sogni tenuti segreti come scheletri nell’armadio e repressi con tutti i mezzi. Maddy è una ragazzina sveglia – secondo alcuni troppo – nata con una misteriosa voglia a forma di runa sulla mano che attira su di lei gli sguardi disgustati dei benpensanti e apparentemente la rende in grado di compiere piccole magie, naturalmente in segreto. Oh, intendiamoci, niente di grosso, almeno fino a che l’enigmatico Guercio, uno straniero che vaga per il mondo e visita il paesino di Malbry una volta l’anno, non le svela il suo retaggio e non la coinvolge in una pericolosa, impensabile impresa: visitare il luogo perduto del sottosuolo nel quale i vecchi dei norreni sono esiliati, recuperare una reliquia che può farli tornare su quel piano della realtà, dar loro il potere di rovesciare l’oscurantismo e al tempo stesso impedire la fine del mondo…
Il fantasy per giovani adulti ha ormai conquistato fette di mercato editoriale sempre più imponenti: non sorprende quindi che Joanne Harris, da qualche anno maestra indiscussa del romanzo storico (per quanto declinato in modo personale, elegante e raccontato dal punto di vista delle donne) abbia deciso di pubblicare questa favola in salsa scandinava che originariamente aveva scritto a esclusivo consumo della figlia. Con il piglio dei suoi giorni migliori (del resto ha recentemente confessato che il fantasy è stato il suo primo amore come lettrice e come scrittrice), l’energia di chi vuole scrivere un apologo sulla libertà di pensiero e una sontuosa precisione iconografica (il romanzo è costellato di mappe, rune, note), l’autrice ci guida lungo una vicenda fatta in parti uguali di commedia, azione e dramma. Una prosa tutt’altro che pretenziosa e un palpabile gusto del narrare permettono di mantenere la leggerezza che il pantheon di dei e antiche leggende avrebbe potuto mettere in pericolo. Non è del tutto campata in aria poi una chiave di lettura del romanzo come pamphlet anti-papista, un vagheggiare il ritorno alle origini pagane e a una spiritualità naturale che sarebbe del tutto in linea con il background anglosassone-celtico della Harris. È ancora e sempre britanni contro romani: da quale parte del Vallo di Adriano state?

Leggi l'intervista a Joanne Harris

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