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Abramo

Abramo

La storia di Abramo, nel libro della Genesi, comincia con l'evocazione “cupa” del quadro di famiglia. Terach ha tre figli: Abram - il cui nome significa padre elevato -, Nacor e Aran, che morirà presto e lascerà il giovane figlio Lot. Abram sposa Sarai, e nel momento in cui la prende in moglie, Sarai diventa sterile. Così, Terach il padre decide di abbandonare Ur con “coloro che la morte colpisce da vicino”, ovvero Abram e Sarai senza figli, e Lot rimasto senza padre. In questa evocazione di partenza, continuo è il richiamo ai legami che uniscono questi personaggi: figlio, moglie, nuora, etc., con un'insistenza che va oltre la mera informazione al lettore. È invece suggerito “il carattere fusionale di questo gruppo di persone, dominato dalla figura paterna”. In uno scenario in cui la vita “sembra prigioniera di morte” (Terach muore nella città ddi Carran, il cui nome ricorda quello del figlio morto), in questo contesto, Abram riceve perentoria la chiamata di YHWH, con la promessa di un avvenire di benedizione e vita. Rispondendo all'ordine di YHWH, Abram comincia il cammino che lo porterà fuori dal contesto di morte in cui si trovava immerso. Dovrà uscire dal legame/laccio con il padre, non più elevare suo padre, ma ricevere un nome grande, una fama eccezionale. Come? Uscendo dalla casa del padre...

È la parola benedizione a costituire il “programma narrativo dell'insieme del racconto”. Il verbo benedire indica la parola del Creatore efficace per lo sviluppo della vita in tutte le sue dimensioni. Il progetto divino non riguarda solo Abram, ma anche tutti i clan della terra (ebraico 'adāmâh), e sono una discendenza (grande nazione) e un paese i due elementi, le due promesse presentate ad Abram. Abram diventerà benedizione. Diverrà tramite di benedizione perché attraverso lui, acquistando in lui, i clan della terra riceveranno la benedizione. E lo diverrà attraverso un percorso di rinuncia: alla cupidigia, al possedere, all'invidiare, attraverso la rinuncia all'attaccamento. Una storia apparentemente sconnessa, confusa, un “patchwork” di cui André Wénin, docente di Greco, Ebraico bilico e Teologia biblica, evidenzia il filo rosso non nella linearità del racconto ma, anche attraverso l'analisi delle strategie narrative del testo biblico, nell'evoluzione del cammino spirituale di Abramo nella sua relazione con Dio, da Abram ad Abramo. Wénin si è messo a una giusta distanza dal testo, ha letto e studiato e raccolto gli echi “ricchi di significato” che emergevano dal carattere composito del testo, dai contrasti, le ripetizioni, i dissesti narrativi. Per offrire al testo stesso “la possibilità di sorprenderci”.