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Adrenalina

Adrenalina

A quarant’anni per Zlatan è tempo di bilanci. Il suo ego smisurato non è intaccato neanche di una virgola ma il suo corpo sì. Intendiamoci, è sempre convinto di essere un dio, ma ha preso coscienza di essere un dio che invecchia. Nel calcio quarant’anni sono un’eternità. Pochi giocatori arrivano a quest’età senza appendere gli scarpini al chiodo e ancor meno giocano con risultati accettabili. Lui è tra questi ultimi, basti pensare a come ha risollevato a suon di gol e carisma il Milan, tornato a essere, dopo anni di risultati mediocri, una squadra super-competitiva. L’ultimo anno di Zlatan però è stato un calvario. Tanti, troppi infortuni ne hanno minato il rendimento e il ruolo in campo. Non certo fuori, quello è indiscusso e indiscutibile. Lui però non molla. Un po’ per paura del futuro, un po’ perché il leone che è in lui non vuole smettere di ruggire, è giunta l’ora di reinventarsi e il modo migliore per farlo è ascoltare i segnali, troppo spesso ignorati, che gli manda il suo corpo. Non è più il momento di passare l’intera partita nel cuore dell’area di rigore, dove volano i proiettili. È preferibile agire qualche metro più indietro, costruire il gioco e lavorare più per i gol degli altri. Mettersi a disposizione e fungere da esempio per i compagni di squadra più giovani, senza per questo rinunciare al ruolo di leader. Del resto, un dio è sempre un dio ...

Sabato 18 marzo 2023: Zlatan Ibrahimović, attaccante svedese del Milan, infrange, segnando su calcio di rigore contro l’Udinese, il record di marcatore più “anziano” della Serie A. La rete servirà a poco ai fini del risultato finale – 3 a 1 per i friulani – ma lui, a quarantuno anni, cinque mesi e quindici giorni, è nel libro dei record. Non c’è quindi momento migliore per parlare di questo libro, sorta di Vangelo secondo Ibra in cui il calciatore si focalizza soprattutto sul suo approccio alla vita e alle cose, anziché narrarci la sua biografia. Scritta con la collaborazione di Luigi Garlando – scrittore e penna della “Gazzetta dello Sport” – quest’opera mette immediatamente in chiaro quale sia il motore che spinge il suo autore ad essere ancora in campo a oltre quarant’anni: l’adrenalina. Ibrahimovic declina questa parola in tutte le sue forme, dal campo allo spogliatoio, dalle corse ad alta velocità su macchine sportive al rapporto con i media, sino alle sfide private e personali che nulla hanno a che vedere con il suo talento calcistico. Tuttavia, l’adrenalina è controllata attraverso il cuore e la mente di un uomo maturo che ha saputo tenere a freno i suoi entusiasmi e il suo temperamento sanguigno e aggressivo, compensandola col balance, l’equilibrio. Qui non c’è spazio solo per la (bellissima) favola dell’Ibrahimovic che dai sobborghi di Malmö è divenuto star internazionale, ma si aprono pagine, ora toccanti, ora divertenti, sull’uomo Ibra: padre, marito, professionista, imprenditore e ... conduttore televisivo. Ebbene sì, perché, tra le altre cose, nel 2021, ce lo siamo trovato anche sul palco del Festival di Sanremo, dove è riuscito in più di un’occasione a rubare la scena e ad accattivarsi la simpatia del pubblico. Le oltre 250 pagine di questo diario/autobiografia/Vangelo/autocelebrazione scorrono veloci ma i buoni suggerimenti e le buone intenzioni, tra una guasconata e l’altra, restano impressi nella memoria del lettore che, a prescindere dal tifo, non può non riconoscere lo spessore di uno degli ultimi calciatori in grado di coniugare una personalità quasi cinematografica a un talento purissimo e cristallino che, nonostante gli acciacchi, ancora riesce a risplendere, grazie a quel mix di adrenalina ed equilibrio, che funge, evidentemente, da elisir di lunga vita.