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Adriano - Roma e Atene

Adriano - Roma e Atene

Nell’anno 100 d.c. Adriano, il futuro imperatore romano, cerca d’indagare il futuro. Consulta l’oracolo virgiliano che lo rassicura circa l’ascesa al trono. Ma gli oracoli non bastano all’inquieto giovane, allora egli agisce facendo leva sulla moglie dell’imperatore Traiano, sua amica affettuosa ed amante delle arti.Il risultato della loro ben combinata azione si avvera già a partire dall’anno 100. Adriano sposa Sabina, nipote di Traiano. La strategia successiva è quella di intrecciare legami saldi con la casata imperiale – priva di discendenza maschile – al fine di garantirsi la successione quale guida dell’impero. Nel 101 d.c. Adriano è nominato questore ed entra in senato. In assenza del principe è lui che legge le missive provenienti da quest’ultimo all’assemblea. È ancora rozzo nei modi e nella parlata ma rimedia studiando proficuamente il latino. Diviene curator actorum senatus, redattore dei verbali del senato. Quando Traiano muove guerra ai Daci chiama Adriano su quel fronte e lo impegna sul fronte militare. Nella campagna di guerra Adriano asseconda Traiano negli svaghi a base di bevande inebrianti e diviene intimo amico dell’imperatore. Nel 103 d.c. è eletto tribuno della plebe. Nel giugno 105 d.c. Adriano assieme a Traiano è presente sul fronte danubiano, ha ricevuto il comando di una legione e per ricompensa delle sue imprese ha avuto un dono di alto valore simbolico, la gemma che Nerva ha dato al principe. Nel 106 d.c. Sarmizegetusa, la capitale dei Daci, posta nell’attuale regione della Transilvania, capitola per mano dei romani. Il re Decebalo per non consegnarsi ai nemici si uccide ed il suo regno viene annesso all’impero quale provincia. La testa del re, portata a Roma, vien esibita durante i festeggiamenti in onore di Traiano. Nello stesso anno sono annessi all’impero il regno dei Nabatei e il Negev, che formano la nuova provincia denominata Arabia. Nel 106 o 107 d.c. Adriano ottiene l’incarico di pretore e quattro milioni di sesterzi per allestire i festeggiamenti che celebrano la vittoria sui Daci. Poi viene mandato a governare la Pannonia inferior per arginare le infiltrazioni dei Sarmati, restaurare la disciplina nell’esercito e reprimere il malgoverno dei governatori locali…

Il libro, ricchissimo di illustrazioni e con un imponente apparato bibliografico, illustra le opere dell’imperatore Adriano nelle due città simbolo della civiltà antica: Roma ed Atene. In entrambe il colto imperatore eresse costruzioni a testimoniare il potere e la bellezza. I professori Andrea Carandini ed Emanuele Papi, l’uno emerito di Archeologia e storia dell’arte greca e romana l’altro direttore della Scuola Archeologica italiana di Atene, hanno dunque cooperato per catalogare e descrivere l’eccezionale eredità storica ed archeologica che l’imperatore protagonista del libro di Marguerite Yourcenar Memorie di Adriano ha lasciato ai posteri. Il metodo utilizzato dagli studiosi nella corposa opera è quello biografico, nel senso che la descrizione minuziosa della vita dell’imperatore viene corredata da illustrazioni e richiami tali da consentire il contemporaneo approccio al lascito monumentale ed ai dati storici. L’opera è scritta con stile particolarmente discorsivo e le vicende storiche sono tutte comprovate da fonti che vengono puntualmente richiamate nel ricco apparato bibliografico posto alla fine del libro. L’opera dunque per contenuto e forma è indirizzata ad un pubblico duplice: quello degli studiosi e quello dei semplici appassionati di storia antica.