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Aficionados

Aficionados

Al momento dell’entrata in guerra (10 giugno 1940) in Italia la situazione delle unità corazzate dell’esercito italiano non era qualitativamente delle migliori. Il 6 giugno 1942 un battaglione di cavalleria della divisione “Littorio” fa campo a Touggort in Algeria: mancando allora i reparti esploranti, il capitano Megliora è costretto ad affidare la continuazione del giro ad uno dei suoi carri migliori, e al comando del tenente Stella Francesco, ex maestro di tennis a Livorno. Dopo un paio di chilometri, dopo essere partiti, Stella dà il suo primo ordine, optando per uno STOP al posto di un ALT. E dice ai suoi uomini, con insospettabile piglio tennistico: “Siccome fa troppo caldo, viaggeremo di notte. Rompete le righe. Inoltre, questo ci impedirà di essere visti”: ciò detto, costruisce un capanno e si sdraia all’ombra…

Quanto è importante (ri)pubblicare oggi i classici del passato? Molto, se il campo è il fumetto – medium calpestato e bistrattato e sottovalutato per eccellenza, che solo sull’ultimissimo periodo è riuscito a ritagliarsi quel merito e quel riconoscimento che merita – e se l’autore è Andrea Pazienza. Un grandissimo, un illustratore con un segno grafico potente come pochi, un protagonista delle ansie della sua generazione che diventa simbolo eterno di trasformazione culturale e sociale in un Paese restio ai cambiamenti: Pazienza (o Paz! come nel film omonimo e in alcune firme, o Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza all’anagrafe) ha scritto e disegnato storie che solo in superficie sghignazzavano come i suoi personaggi, ed è ad oggi considerato come uno dei più grandi disegnatori italiani mai esistiti. Aficionados, rimesso in circolo dalla sempre benemerita Coconino, è ad esempio la storia del tenente Francesco Stella in una sorta di “armata Brancaleone” di militari che nel 1942 si dirigono dall’Algeria verso il Marocco: una drammatica storia di guerra infarcita di balloon, invenzioni grafiche che spezzano la griglia convenzionale della tavola del fumetto, emozioni che esplodono in ogni espressione, in ogni quadro, in ogni sequenza. Si è citato L’Armata Brancaleone non a caso: in Aficionados c’è Mario Monicelli e c’è la commedia all’italiana, c’è Alberto Sordi e c’è tutto quel retrogusto amaro e doloroso dietro la risata che cerca di sdrammatizzare davanti alla sciagura. Insomma, un Pazienza in stato di grazia, una novella illustrata che si divincola letteralmente viva tra personaggi picareschi, colpi di scena, trovate comiche e guizzi d’artista. Da non sottovalutare poi la colorazione rifatta da LRNZ: anche se lo stesso Paz era un maestro assoluto del colore, Aficionados era ed è un lavoro difficilissimo da inquadrare cromaticamente, per quelle sue vignette aperte, per quel deserto sempre presente. E qui fa LRNZ fa un lavoro eccellente, perché nonostante i suoi influssi orientali compie un percorso a metà tra il calligrafismo e la reinvenzione, consegnando un’opera nuova eppure uguale a sé stessa.