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Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley

Tornare al lavoro non è affatto piaciuto ad Agatha Raisin; per fortuna il suo periodo come PR è terminato e può lasciare Londra e tornarsene a Carsely, il piccolo villaggio nei Cotswolds dove ha deciso di traferirsi una volta raggiunta la pensione e dove si è, a poco a poco, integrata con il resto degli abitanti. Durante il periodo di permanenza a Londra ha rimpianto spesso il villaggio e gli amici; aveva creduto che la capacità di fare amicizia - talento appena scoperto - avrebbe funzionato anche nella City, ma la maggior parte dello staff è costituito da persone troppo giovani se paragonate ai suoi cinquanta e passa anni ed anche Roy Silver, l’amico che l’aveva convinta a tornare a lavorare da Pedmans per sei mesi, negli ultimi tempi ha fatto di tutto per evitarla. Insomma, Agatha sa per certo che non rimpiangerà né questo periodo né Londra, pensa con gioia mentre si prepara ad affrontare l’ultima cena di lavoro prima di tornare, si spera definitivamente, alla quiete della campagna inglese. Nel frattempo, nel cuore del Gloucestershire, nella cittadina di Dembley, sta avendo luogo la riunione settimanale dei Camminatori di Dembley, l’associazione di trekking capitanata da Jessica Tartinck, viso pallido da studiosa e odio atavico nei confronti dei proprietari terrieri. Jessica trascorre parte del suo tempo libero – insegna presso la scuola secondaria locale - a studiare accanitamente mappe locali, per scoprire diritti di passo, ormai sepolti dall’oblio del tempo e coperti da coltivazioni, e rivendicarli ingaggiando, se necessario, furiosi scontri con i proprietari degli appezzamenti di terreno su cui tali passaggi sono ubicati. Anche a Carsely si è costituito un gruppo di camminatori, decisamente meno attaccabrighe di quello di Dembley, guidato da James Lacey, vicino di casa di Agatha e da sempre suo sogno segreto. Quando, al ritorno da Londra, Doris, la signora che si occupa delle pulizie, comunica la novità alla signora Raisin, quest’ultima pare avere improvvisamente coscienza dei rotoli di ciccia che - regalo del periodo londinese - le si sono depositati in vita e decide di far parte del gruppo di camminatori di Carsely. Così magari riesce a buttar giù qualche chilo e a frequentare James con maggiore assiduità. E chissà che da cosa non nasca cosa…

Quarta avventura per Agatha Raisin - frutto dell’immaginazione e della penna arguta di M.C. Beaton, pseudonimo dietro il quale si nasconde la scrittrice inglese Marion Chesney - l’adorabile burbera cinquantenne che, dopo una vita da donna in carriera a Londra, si è ritirata in campagna dove, complici circostanze contingenti ed un vicino di casa ricco di fascino, ha iniziato la non meno brillante carriera di detective dilettante. Questa volta Agatha, tornata al villaggio dopo una parentesi lavorativa a Londra che non l’ha soddisfatta appieno e le ha regalato un girovita piuttosto appesantito, decide di iscriversi ad un gruppo di camminatori. E proprio nell’ambiente dei camminatori, quelli un po’ più litigiosi e piantagrane del vicino villaggio di Dembley, si registra un nuovo omicidio, che spinge Agatha, con la collaborazione preziosa come sempre di James Lacey, ad indagare per arrivare alla scoperta del colpevole. L’indagine è davvero delicata, perché nessuno sembra davvero innocente e Agatha deve destreggiarsi tra innumerevoli indizi ingannevoli. Inoltre, per la prima volta pare fare i conti anche con l’età che avanza e con gli inevitabili segni che il tempo lascia e pare più remissiva e quasi rassegnata, tanto da decidere anche di rinunciare a conquistare l’affascinante ed inarrivabile James. E, imprevedibilmente, sarà proprio questo atteggiamento meno irruento e scortese a far ricredere il suo vicino di casa, che finalmente smetterà di sentirsi braccato e di vedere nell’irriverente Agatha una minaccia. Al pari di questo approfondimento emotivo della figura della Raisin, la Beaton decide anche di caratterizzare, con maggior accuratezza rispetto agli episodi precedenti, le figure maschili, nonché di dedicare uno spazio maggiore ai personaggi secondari, conferendo in tal modo più ampio spessore all’intera vicenda. Agatha Raisin, un po’ Jessica Fletcher e un po’ Miss Marple, è adorabile nel suo essere l’emblema dell’imperfezione ed il lettore, al quale ogni avventura di questa improbabile eroina regala sorrisi e buonumore, non può che fare sempre e comunque il tifo per lei e per la sua incontenibile veemenza.