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Agatha Raisin – La sorgente della morte

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Agatha Raisin è infelice e annoiata. Nel cottage accanto al suo, a Carsely, villaggio dei Cotswolds, James Lacey è rientrato finalmente e Agatha non fa che ripetersi che di quell’uomo non le importa un accidente e che tutto l’amore che provava per lui è scomparso. Ma le cose non stanno esattamente così: Agatha è stata sul punto di sposare James ma l’improvvisa comparsa di Jimmy Raisin, il suo primo marito dato per morto ma ancora vivo e vegeto, ha scombinato tutti i piani e James non ha perdonato a Agatha il suo goffo tentativo di farsi passare per vedova. Poiché quindi la vita in questo momento è in stallo, per risollevarsi dal tedio delle giornate tutte uguali una all’altra, l’improvvisata detective dei Cotswolds decide di recarsi alla canonica del villaggio, dove sta per iniziare una riunione della Società delle Dame. Forse lì ci sarà qualche pettegolezzo che potrà accendere la sua curiosità e impedirle di continuare a pensare al fallimento della sua vita sentimentale. L’argomento all’ordine del giorno non sembra tuttavia troppo interessante. Si parla di una sorgente d’acqua nel villaggio confinante di Ancombe. Agatha quella sorgente la conosce e sa che nel Settecento una certa signorina Jakes ha incanalato l’acqua che sgorgava in fondo al suo giardino in un condotto che finiva in una fontana pubblica. L’acqua sgorga dalla bocca di un teschio per finire in una vasca poco profonda scavata nel terreno, dalla quale deborda e si infila sotto la strada. Dall’altra parte, invece, diventa un piccolo ruscello che serpeggia tra vari giardini e finisce per confluire nelle acque del fiume Ancombe. L’Azienda dell’acqua sta tentando di ottenere dal consiglio comunale di Ancombe l’autorizzazione ad attingere ogni giorno alla sorgente, pagando ovviamente. C’è chi ritiene questa proposta un sacrilegio e chi invece si dichiara assolutamente d’accordo. Agatha ascolta per un po’ la discussione, ma presto la noia l’assale e soffoca più di uno sbadiglio. Anche questo tentativo di distrarsi è andato a farsi benedire…

Agatha Raisin, protagonista di numerosi romanzi frutto della fantasia di M.C. Beaton, nome de plume dietro il quale si nasconde Marion Chesney, scrittrice prolifica scomparsa nel 2019, vive una nuova avventura che la vede, all’inizio, depressa e delusa dal comportamento dell’uomo di cui è innamorata, quel vicino di casa che ha ricambiato i suoi sentimenti ma, nella recente vacanza di entrambi a Cipro, l’ha abbandonata, lasciandola con un pugno di mosche in mano. Neppure le riunioni delle Dame di Carsely, cui la donna partecipa per cercare qualcosa che la stimoli, paiono distrarla. Si discute di una sorgente d’acqua e della sua commercializzazione. Agatha non trova interesse nella discussione e decide di accettare l’incarico di curare il lancio dell’azienda idrica che ha proposto di prelevare quotidianamente l’acqua della sorgente, solo per darsi un minimo di carica. Ma la vera svolta arriva quando, proprio presso la sorgente, la donna si imbatte nel corpo del presidente del consiglio comunale. L’uomo ha trovato la morte scivolando o è stato ucciso? Pur di riallacciare il rapporto con James, la sua spina nel fianco, Agatha Raisin trova l’ipotesi di un omicidio un pretesto interessante di cui servirsi. Ed ecco che finalmente Agatha - occhi da orsetto e belle gambe, la delicatezza di uno scaricatore di porto e l’insolenza e l’impulsività di un’adolescente senza filtri - torna la donna grintosa di sempre, la detective per caso arguta e scaltra, capace di scavare sotto la polvere e di dissotterrare segreti, invidie, rancori che conducono dritti dritti alla verità. Il personaggio della Beaton continua a essere petulante e collerica; non smette di arrabbiarsi sempre e soltanto con chi le vuole bene e finisce, come sempre, per allontanare le persone che vorrebbe facessero parte integrante della sua vita. Insomma, le sbaglia tutte e proprio per questo esce dalle pagine del romanzo e diventa un personaggio reale, unico, insopportabile e, proprio per questo, adorabile. Leggere i suoi scontri con James, l’uomo con cui vorrebbe disegnare il suo futuro, e i suoi scambi d’opinione con Bill e Roy, che la affiancano durante le indagini, è come sempre un divertimento assicurato. Inoltre, aspetto non meno importante, l’investigatrice privata più singolare della campagna inglese permette ogni volta al lettore, anche a quello dotato di maggior spirito critico, di accettarsi per quel che si è, difetti compresi.